Cittadinanza anche alle donne casalinghe immigrate


Il Ministro dell’Interno ha emanato una circolare ai Prefetti sull’evoluzione di alcune linee interpretative della legge sulla cittadinanza, con la quale vengono evidenziate le questioni di maggiore impatto al fine di riconoscere l’effettivo radicamento del cittadino straniero nel territorio italiano. Nel documento si precisa che – nell’esaminare la domanda e la certificazione del reddito minimo – sarà considerata non solo la posizione individuale del richiedente ma anche quella dell’intero nucleo familiare. Questa norma avrà come conseguenza la concessione della cittadinanza anche alle donne casalinghe immigrate purché il marito abbia un reddito sufficiente a sostenere l’intera famiglia.

Non solo. Prima di negare la cittadinanza per motivi di reddito, verrà fatta una seconda verifica delle condizioni economiche dell’immigrato che, dalla data di presentazione della domanda, potrebbe disporre di una maggiore disponibilità finanziaria, rientrando quindi nei parametri della legge. Le autorità, inoltre, ssaranno più flessibili nel valutare la continuità di residenza di chi presenta domanda: brevi e motivati spostamenti dall’Italia per esigenze sociali, di studio o di lavoro non potranno pregiudicare il rilascio della cittadinanza. Infine, il Ministero preannuncia maggiore rapidità nell’assegnare lo status di cittadino italiano a minori stranieri adottati nel nostro Paese.

Clicca qui per scaricare la circolare del Ministero dell’Interno (file .pdf).


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