Più raggiungibili dai genitori i pediatri della Toscana


Parte dal nuovo accordo firmato dall’assessore regionale per il diritto alla salute della Regione Toscna – Enrico Rossi – e dai rappresentanti della Fimp e della Cipe – i sindacati dei pediatri – il tanto atteso ‘nuovo corso’ per la pediatria toscana. L’accordo firmato con i pediatri – che sul territorio toscano sono in tutto 430 e assistono 345.000 bambini, da 0 a 14 e anche 16 anni – prevede tra l’altro la messa a regime della sperimentazione che in tante aziende ha visto la partecipazione dei pediatri di famiglia alla consulenza pediatrica festiva e prefestiva (Acap) ed è fortemente orientato alla continuità assistenziale nei giorni feriali.

Ecco i punti salienti dell’accordo:

Contattabilità telefonica – I pediatri di famiglia che lavorano singolarmente e non sono riuniti in alcuna forma associativa devono garantire la contattabilità telefonica non solo nelle ore di apertura dello studio e dalle 8 alle 10 ogni mattina dal lunedi al venerdi, ma anche per ulteriori due ore, comprese tra le 10 e le 19 e diverse dalle ore di ambulatorio.

Forme associative – I pediatri si possono associare nelle varie forme previste dall’accordo in modo da coordinare l’apertura dei loro studi e assicurarne un’ampia apertura, da 5 a 8 ore equamente distribuite tra mattina e pomeriggio e almeno fino alle 19. Naturalmente i pediatri associati si rendono disponibili a svolgere l’attività ambulatoriale anche nei confronti dei pazienti dei loro colleghi associati.

Le visite a casa – Alcuni esempi, dettagliati nell’accordo, possono aiutare i genitori ad un appropriato utilizzo dell’assistenza pediatrica. La visita domiciliare (nel corso della giornata se richiesta entro le 10, altrimenti entro le 12 del giorno successivo) deve essere ad esempio garantita al lattante che ha la febbre (si parla di bambini da 0 a 6 mesi) qualora non possa essere effettuata una visita ambulatoriale entro le 12 del giorno successivo alla chiamata. I pediatri di famiglia, sulla base del rapporto di fiducia con i genitori, sono chiamati a valutare caso per caso il da farsi nei casi di febbre anche elevata ‘tenendo in considerazione eventuali sintomi o patologie associate, nonché la conoscenza delle condizioni socio-sanitarie della famiglia’. La visita domiciliare va assicurata in caso di sospetto di malattia contagiosa conclamata (morbillo, parotite, pertosse, varicella). Inoltre, in caso di patologia acuta ai bambini che si trovano in condizioni di grave disagio sociale e familiare (ospiti di struture protette, gravi patologie dei genitori, famiglia segnalata dai servizi sociali), e ai bambini con patologia acuta associata ad altre gravi patologie, come ad esempio malattie genetiche invalidanti, artropatie, patologie onco-emaologiche, immunodeficienza, soggetti politraumatizzati, cerebropatie e cerebrolesioni, cardiopatie, indufficienza respiratora e renale, distrofia muscolare.

Informazione alle famiglie – Il pediatra dovrà consegnare ai propri assistiti in occasione della prima visita una ‘carta dei servizi’ in cui sono precisati tutti i dettagli della sua organizzazione, compresa la modalità per la richiesta delle prestazioni non differibili e i contatti e gli orari di tutti i pediatri che fanno parte dell’eventuale gruppo associato a cui il genitore puo’ comunque rivolgersi in caso di bisogno. A sua volta l’Azienda sanitaria dovrà preparare e diffondere una Carta dei Servizi contenente l’organizzazione dell’assistenza pediatrica nel territorio, in modo da orientare i genitori in qualsiasi situazione di necessità, comprese le urgenze e le emergenze

Prima visita e bilanci di salute – La presa in carico del neonato avviene con una prima visita domiciliare, su richiesta della famiglia, nel primo mese di vita di vita. In quella occasione il pediatra effettua il primo dei 10 ‘bilanci di salute’ del bambino, che verranno ripetuti periodicamente fino a 14 anni. A quel punto la cartella clinica v


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