Come ti convinco la mamma…


A renderlo noto è stato la stessa Authority che in una nota ha precisato i termini della vicenda. La casa editrice – che pubblica alcuni periodici su tematiche relative alla gravidanza e alla prima infanzia – è finita sotto la lente del Garante per la Privacy dopo la segnalazione di una coppia che lamentava di aver ricevuto, senza consenso, riviste omaggio in occasione della nascita dei figli. Per promuovere i suoi prodotti la società si avvaleva anche di “referenti” esterni alla stessa società scelti tra medici e infermieri di strutture ospedaliere pubbliche o private che avevano il compito di distribuire coupon con i quali venivano raccolti una serie di dati (nome e cognome della mamma e del bambino, professione, data di nascita, numero di telefono ecc.). Per svolgere questo compito il personale ospedaliero era remunerato con regali di valore proporzionale al numero di nominativi raccolti.

Nel corso delle ispezioni disposte dal Garante sono stati accertati numerosi illeciti. In particolare è emerso che i “referenti” svolgevano l’attività di raccolta dei dati senza esserne formalmente incaricati, senza adottare particolari cautele a protezione dei dati e, per di più, senza alcuna autorizzazione o convenzione con le strutture sanitarie. In alcuni casi compilavano direttamente i coupon con i nominativi all’insaputa delle donne presenti in reparto. Non solo. I coupon, distribuiti anche presso studi ginecologici, pediatrici e farmacie sono risultati, tra l’altro, privi di una corretta informativa e formulati in modo da non consentire di manifestare validamente il consenso.

Il Garante, oltre all’uso dei dati, ha vietato alla casa editrice di effettuare altre operazione di raccolta e utilizzazione dei dati avvalendosi di “referenti” con modalità non conformi al Codice della privacy. La società, inoltre, dovrà riformulare l’informativa inserita nel coupon e nominare responsabili del trattamento le società di cui si avvale per la gestione del data base e la ricerca dei dati a fini di marketing. Dovrà infine adottare idonee procedure che le permettano di garantire un immediato e preciso riscontro alle richieste di accesso e cancellazione dei dati da parte degli interessati.

Se temi di essere rimasto vittima di un trattamento illecito dei tuoi dati personali, ricorda che la legge è dalla tua parte:

clicca qui per scaricare l’opuscolo “La tutela dei dati personali: il primo garante sei tu” che illustra i principi generali delle norme a tutela della Privacy;

clicca qui per scaricare il fac-simile del modello per rivolgersi al titolare o al responsabile del trattamento dei dati personali.

Per maggiori informazioni: www.garanteprivacy.it


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  • , lorella

    in questi giorni in un noto supermercato della mia città stanno distribuendo, a tutte le mamme in attesa, una valigetta piena di pubblicità, gadgets e buoni sconto. dentro c’è addirittura un campione di latte di proseguimento. ma come??? il bambino non è ancora nato e loro già pensano a ‘regalargli’ un bel biberon di latte!!! aprite gli occhi mamme: nessuno regala niente a nessuno!!!

  • , Fabio R.

    Sono d’accordo con te Lorella: il mondo dei prodotti per l’infanzia è un businnes di dimensioni gigantesche. Tutta questa pubblicità finiamo per pagarla noi genitori. E non è un caso che da noi tutto costa di più.

  • , silvia

    il centro commerciale che sta distribuendo gadget tra cui campioni di latte artificiale sta violando il Codice per la protezione dei sostituti del latte materno (ONU), codice che e’ continuamente violato dalle ditte produttrici di latte artificiale e altri alimenti, nonstante lo abbiano sottoscritto. Il centro commerciale stato individuato e segnalato all’IBFAN che raccoglie tutte le violazioni del Codice ONU. Per informazioni sul Codice e per aiutare nella rilevazione delle violazioni si puo’ consultare http://www.ibfanitalia.org