Etichette: si allunga l’elenco degli allergeni

allergie e intolleranze alimentari

Mamme attenzione! Il lupino, i prodotti a base di lupino, i molluschi e i prodotti a base di molluschi dovranno essere citati in ogni caso nell’etichettatura dei prodotti alimentari, in quanto sono ingredienti molto allergenici. A ricordarlo è l’Unione Nazionale Consumatori (UNC) che precisa: “Lo ha stabilito la Direttiva 2006/142/CE, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale italiana –serie CE- del 26 febbraio, in considerazione del fatto che, secondo un parere dell’EFSA (l’Agenzia alimentare europea), da qualche anno la farina di lupino viene aggiunta alla farina di frumento per la fabbricazione di prodotti di panetteria, senza indicazione in etichetta, ma sono stati documentati casi di reazioni allergiche talvolta gravi.”

“Nel caso dei molluschi – prosegue l’associazione di tutela dei consumatori – vengono trasformati e utilizzati nella fabbricazione del surimi, ma possono essere indicati in etichetta con il generico nome di “pesci” e sono ugualmente responsabili di allergie, talvolta gravi. La principale proteina allergenica dei molluschi, la tropomiosina, è la stessa dei crostacei, già inclusi nell’elenco degli allergeni.”

Entro il 23 dicembre 2007 gli Stati membri dovranno recepire la Direttiva, per cui l’elenco delle sostanze allergeniche si arricchisce in questo modo:

– cereali contenenti glutine (cioè grano, segale, orzo, avena, farro, kamut o i loro ceppi ibridati) e prodotti derivati;

– crostacei e prodotti a base di crostacei;

– uova e prodotti a base di uova;

– pesce e prodotti a base di pesce;

– arachidi e prodotti a base di arachidi;

– soia e prodotti a base di soia;

– latte e prodotti a base di latte (compreso il lattosio);

– frutta a guscio ovvero mandorle (Amigdalus communis L.), nocciole (Corylus avellana), noci comuni (Juglans regia), noci di acagiù (Anacardium occidentale), noci pecan (Carya illinoiesis), noci del Brasile (Bertholletia excelsa), pistacchi (Pistacia vera), noci del Queensland (Macadamia ternifolia) e prodotti derivati

– sedano e prodotti a base di sedano;

– senape e prodotti a base di senape;

– semi di sesamo e prodotti a base di semi di sesamo

– anidride solforosa e solfiti in concentrazioni superiori a 10 mg/kg o 10 mg/l espressi come SO2;

– lupini e prodotti a base di lupini;

– molluschi e prodotti a base di molluschi.

“Va ricordato – conclude l’UNC – che gli ingredienti sopra elencati devono essere riportati in etichetta con il loro nome preciso (per esempio, noci del Brasile) e che per qualsiasi sostanza ricavata da uno degli ingredienti elencati (per esempio, un aroma o un additivo) deve essere indicata chiaramente la provenienza; inoltre l’indicazione deve essere accompagnata dal cereale dal quale è stato eventualmente ricavato, se si tratta di cereale contenente glutine, mentre nei prodotti contenenti miscugli di ortaggi non è più possibile l’indicazione generica “ortaggi”, prima permessa se non superavano il 10 per cento in peso, ma devono essere specificati. Lo stesso vale per il termine generico “frutta candita”. Infine, i vini e gli alcolici devono riportare in etichetta la dizione “contiene solfiti”, se questi superano il tenore di 10 milligrammi per litro e anche i “coadiuvanti tecnologici”, che prima potevano essere taciuti, devono essere dichiarati in etichetta se ricavati dagli ingredienti allergenici e se sono presenti nel prodotto finito.”

UNC


Potrebbero interessarti anche