Prozac ai bambini di 8 anni anche in Italia


Con una delibera pubblicata in Gazzetta Ufficiale lo scorso 27 marzo, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha autorizzato la somministrazione del farmaco Fluoxetina (Prozac®) per uso pediatrico, a seguito di un’analoga delibera dell’EMEA (Agenzia Europea del Farmaco) datata novembre 2006.

“E’ davvero scandaloso – ha affermato Luca Poma, portavoce nazionale di ‘Giù le Mani dai Bambini’, prima campagna italiana di farmacovigilanza per l’età pediatrica in Italia – che si possa presumere di risolvere il disagio profondo di un minore medicalizzandolo con una pastiglia di Prozac. Una volta di più, si conferma la contiguità dell’industria farmaceutica con le istituzioni sanitarie: l’Agenzia Europea del Farmaco dipende infatti non già dalla Direzione Generale Sanità, come sarebbe auspicabile, bensì dalla Direzione Generale Industria. Inoltre questa presunta ‘restrizione’, secondo la quale sarà possibile somministrare lo psicofarmaco ‘solo dopo 4/6 sedute di psicoterapia non andate a buon fine’ è una vergognosa presa in giro: neppure Freud e Yung, seduti allo stesso tavolo, sarebbero mai riusciti a risolvere il disagio profondo di un bambino o adolescente in un paio di settimane di terapia.”

“Con riferimento alle notizie stampa relative all’impiego del farmaco Fluoxetina (Prozac®) nei bambini ed adolescenti di età superiore agli otto anni – ribadisce dal canto suo l’AIFA – si precisa quanto segue:

– L’autorizzazione all’impiego del Prozac® nei bambini non è una decisione italiana o dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), bensì una decisione assunta dall’EMEA e ratificata dalla Commissione Europea, che come tale va applicata in tutti i 27 Paesi della comunità, secondo quanto previsto dal regolamento comunitario di Mutuo Riconoscimento.

– Tuttavia, a differenza di altri Paesi e a seguito di una specifica indicazione della Commissione Tecnico Scientifica (CTS) dell’AIFA, la prescrizione del Prozac® in Italia, viene limitata alla definizione di un piano diagnostico-terapeutico da parte di specialisti in neuropsichiatria o psichiatria infantile.

– Tale limitazione corrisponde all’esigenza di circoscrivere l’impiego del Prozac® ai casi di documentata necessità, a seguito di una diagnosi differenziale dello specialista ed in integrazione ad altre misure di sostegno psicoterapeutico. La decisione relativa alla necessità di un piano diagnostico-terapeutico di tipo specialistico è stata specificatamente adottata e introdotta per impedire un uso improprio del Prozac® nei bambini, al di fuori di un piano terapeutico circostanziato e del periodico controllo di ogni singolo caso da parte dello specialista.”

Sulla vicenda è intervenuta anche Emilia Costa, titolare della 1° Cattedra di Psichiatria dell’Università di Roma “La Sapienza”: “Il successo delle psicoterapie non farmacologiche è noto in letteratura scientifica, ma spesso ignorato in terapia. Vengono utilizzati con leggerezza psicofarmaci e si crede che le terapie non farmacologiche non funzionino altrettanto: il problema invece è che sono state ‘snobbate’ per lungo tempo a favore di soluzioni dagli effetti più immediati. E’ ora che i terapeuti professionisti ammettano ciò che è noto: la psicoterapia modifica in modo misurabile la struttura cerebrale, ed influisce concretamente e positivamente sul comportamento. Non comprendo quindi come si possano continuare ad ignorare questi fatti, prediligendo sempre l’approccio biologico, organicista e farmacologico e declassando superficialmente tutto il resto a ‘quattro chiacchere’ tra terapeuta e paziente”.

“La depressione – ha commentato Luigi Cancrini, psichiatra, della Commissione Parlamentare Infanzia – non è una malattia, la depressione è un sintomo! Qui si cerca di “diagnosticarla” senza interrogare se stessi e il bambino a proposito delle cause che hanno determinato il disagio: un po’ come porsi di fronte a chi piange la morte di una persona cara tentando di curar


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