Nasce la Rete Italiana Tuteliamoci il Parto


La neonata Rete Italiana Tuteliamoci il Parto ha raccolto in un manifesto i motivi del proprio dissenso al disegno di legge, presentato dal Ministro della Salute Livia turco lo scorso 18 ottobre 2006. Ecco nel dettaglio:

“Le associazioni di genitori e professionisti della salute, così come i singoli genitori ed i cittadini, riuniti nella Rete Italiana Tuteliamoci il Parto dicono NO al disegno di legge (DDL) così come è attualmente strutturato, intitolato “Norme per la tutela dei diritti della partoriente, la promozione del parto fisiologico e la salvaguardia della salute del neonato”

PERCHE’

Non garantisce alle donne, durante il travaglio, il parto e la degenza ospedaliera:

LA LIBERTA’

• di essere accompagnate dal proprio compagno o da una o più persone di fiducia,

• di soddisfare le proprie esigenze rispetto a movimenti e posizioni,

• di tenere il proprio bambino sempre con sé.

Il DDL prevede che il parto sia subordinato a non meglio specificate “esigenze di reparto”.

LA SICUREZZA:

• di evitare l’eccessivo ricorso a procedure classificate dannose da organismi internazionali quali l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).

PRIVACY: rispetto della privacy e dei tempi della partoriente.

Non garantisce alle donne, durante la gravidanza:

IL DIRITTO all’accesso ad informazioni complete, imparziali e sostenute da evidenze scientifiche sui rischi e benefici di:

• esami in gravidanza, terapie, interventi e procedure mediche in gravidanza, travaglio e parto,

• la pubblicazione di dati e protocolli delle strutture ove si sceglie di andare a partorire,

• modalità e luoghi del parto con particolare riferimento alla scelta informata e completa tra le varie strutture ospedaliere, case maternità o domicilio,

• metodi naturali e farmacologici di contenimento del dolore,

• continuità dell’assistenza dell’ostetrica dalla gravidanza al dopo parto.

LA PROMOZIONE dell’allattamento materno a partire da:

• una corretta informazione prima del parto,

• il sostegno fin dai primi istanti di vita del neonato,

• il riferimento agli operatori e ai gruppi di auto-aiuto presenti sul territorio.

Il DDL nella sua stesura attuale mira soltanto a definire gli ambiti di azione di una parte dei professionisti sanitari e nei fatti non contiene nulla circa la tutela dei diritti della mamma e del bambino.

Vogliono oltretutto denunciare l’eccessiva medicalizzazione attuale della nascita, di cui i primi a farne le spese sono proprio le donne e i bambini.

Vogliono ricordare che la vigente legge italiana prevede che le donne siano seguite gratuitamente dallo stesso professionista o gruppo di professionisti durante la gravidanza il parto ed il puerperio e che l’ostetrica può fornire questa assistenza continuativa, nel rispetto della naturalità dell’evento.Questa legge consolida la pratica delle prestazioni private in gravidanza, a spese delle donne e delle famiglie,con il conseguente e già documentato abuso di inutili e pericolosi interventi medici.”

Per maggiori informazioni:

Rete Italiana Tuteliamoci il Parto

Ministero della Salute – disegno di legge sul parto


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