Obesità: l’Ue scende in campo contro le merendine

La Commissione europea ha rivolto all’associazione europea delle aziende che producono snack (ESA, European Snacks Association) un nuovo appello affinché “si contraddistinguano come aziende partner per la salute e si impegnino in un’intensa campagna a favore di etichettature e informazione chiare per i consumatori”. Il consumo europeo di merendine è infatti in continua crescita ed è stimolato da pubblicità e messaggi che possono creare talvolta confusione. Nel dettaglio, Bruxelles rimprovera le aziende che rivolgono ai ragazzini le proprie pubblicità di snack e patatine e le accusa di attuare comportamenti poco consoni alla gestione etica dell’impresa: gli spot che si rivolgono agli under 12 rappresentano un “comportamento aziendale rischioso”, in antitesi all’impegno di quelle imprese che hanno realizzato o stanno realizzando iniziative nelle aree di applicazione della Responsabilità sociale d’impresa.

In proposito, i principali obiettivi da raggiungere, definiti nel programma d’azione dell’UE nel settore della sanità pubblica (2003-2008), consistono in una maggiore consapevolezza e nel miglioramento delle abitudini alimentari senza trascurare la promozione all’attività fisica quotidiana. Una delle iniziative già in atto è la piattaforma d’azione europea per l’alimentazione, l’attività fisica e la salute, che riunisce i principali rappresentanti a livello europeo dei settori alimentazione, vendite al dettaglio, catering e pubblicità, delle associazioni di consumatori e delle ONG attive nel campo della sanità.

Anche in Italia è da tempo in atto una vivace polemica sull’argomento: l’annuncio fatto ad aprile da AIDI-Federalimentare di eliminare dolci e merendine dai distributori delle scuole elementari e medie ha sollevato la protesta di Confida, l’Associazione italiana della distribuzione automatica. “L’obesità infantile – ha precisato Confida – non è da attribuire ad un cibo specifico. Non esistono alimenti da demonizzare, ma impegni seri da assumere insieme. Nessun alimento di per sé è dannoso e l’AIDI dovrebbe essere la prima a testimoniarlo. Quello che è importante è l’educazione alla giusta quantità e la sensibilizzazione all’importanza del moto.” “Nessun alimento deve essere quindi escluso dalla nostra alimentazione, neppure la merendina – continua ad affermare Carlo Cannella, Professore Ordinario di Scienza dell’Alimentazione all’Università La Sapienza di Roma, che collabora da diversi anni con Confida sul tema “Dieta e Nutrizione” – la regola di base è assumere poco, ma di tutto”.

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