Salute della donne, insediata Commissione


La scorsa settimana il Ministro della Salute Livia Turco ha insediato la “Commissione salute delle donne” – di durata triennale – che avrà le seguenti finalità: elaborazione del Piano strategico intersettoriale per la promozione e tutela della salute psico-fisica delle donne e la Conferenza Nazionale delle donne; approccio di genere alla salute; azioni per: salute sessuale e riproduttiva, percorso nascita, aspetti preventivi nelle varie fasi della vita delle donne; violenza contro le donne.

Aprendo i lavori della Commissione il Ministro Livia Turco ne ha sottolineato l’importanza: “La promozione della salute delle donne è un obiettivo strategico per la promozione della salute di tutta la popolazione, è misura della qualità, e quindi dell’efficacia ed equità, del nostro sistema sanitario, ma è anche molto di più. E’ uno spartiacque che coinvolge un insieme complesso e intrecciato di responsabilità, competenze, professionalità, esperienze, che richiede il concerto dei diversi livelli istituzionali e di decisione politica, ed è, anche, un vero paradigma del livello di civiltà, democrazia e sviluppo di un Paese”.

L’obiettivo principale della Commissione è la preparazione di un evento che il Ministro ha definito “del tutto inedito per i governi del nostro paese e che costituisce un’occasione straordinaria, una

sfida innovativa”, cioè la Prima Conferenza Nazionale sulla salute delle donne, prevista alla fine dell’anno e che avrà il compito di presentare il Primo Piano Intersettoriale triennale sulla salute delle donne.

Per maggiori informazioni:

Ministero della Salute


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  • mayta sartori

    Dopo aver letto
    attentamente i componenti della Commissione e non ho trovato, a mia
    conoscenza, nessun rappresentate di associazioni di donne o genitori.

    Il Ministro Turco scrive:
    “La professionalità dei componenti
    sicuramente non mancherà di avere sempre ben presente il punto di vista
    di donne e genitori. Sono donne autorevoli, scienziate,
    intellettuali,
    ricercatrici, operatrici, il cui contributo sarà essenziale per il
    rigore e la serietà che si intende dare ai lavori della commissione. Ma
    anche un altro è il motivo della mia scelta, che vorrei fino in fondo
    esplicitare. Non vi possono essere efficaci politiche a favore delle
    donne, senza le donne protagoniste delle scelte. Non si promuove
    empowerment “contro”, ma neppure “in nome” delle
    donne, ma “con” le
    donne”.

    Penso allora che se la commisione vuole lavorare CON le donne
    è indispensabile la presenza delle associazioni di donne, delle
    utenti”, passatemi il termine.
    Le donne devono poter esprimere la loro
    opinione senza intermediari, seppur autorevoli e preparati.
    La
    commissione sulla salute della donna NON PUO’ FARE A MENO DEL
    CONTRIBUTO DELLE PERSONE PER LA CUI SALUTE LA COMMISSIONE LAVORERA’.
    Allora questo messaggio per sottolineare che sarebbe un elemento di
    qualità inestimabile che la prima commissione italiana
    sulla salute
    delle donne comprendesse fra gli esperti anche le donne come
    protagoniste delle scelte sulla loro salute e non solo come operatrici.
    L’Italia non sarebbe diversa da altri paesi europei e si
    avvicinerebbe,
    perchè no, proprio all’OMS.

    cordali saluti
    mayta sartori