Svezzamento o autosvezzamento?

Di certo conoscete tutti le regole d’oro per lo svezzamento del bambino: le avrete lette un miliardo di volte sulle riviste specializzate per l’infanzia o sugli opuscoli patinati delle ditte che producono alimenti per bambini. Per iniziare la frutta o le pappe di latte, quindi le verdure e le farine di cereali, infine la carne. Con gradualità, iniziando con piccole dosi, sia per saggiare la tolleranza, sia per abituare il piccolo ai nuovi gusti. Attenzione ai cibi allergizzanti – cerali con glutine, pesce, uova, formaggio, ecc. – che vanno introdotti per ultimi e con grande attenzione.

Ovviamente i preparati industriali rappresentano per molte mamme un modo veloce e sicuro per nutrire il proprio piccolo. Oramai sul mercato ne esistono di tutti i tipi, in grado di soddisfare qualsiasi esigenza: omogeneizzati, farine, pappe, brodi e creme per tutti i gusti. Si tratta di alimenti sicuri e controllati, praticamente indispensabili se la mamma lavora e ha l’esigenza di conciliare il poco tempo a disposizione con le necessità del proprio bambino.

Oggi, però, si sta facendo strada una nuova tendenza: alcuni pediatri, infatti, consigliano il ritorno alle pappe tradizionali fatte in casa. Non solo. Qualcuno ha iniziato ad usare anche una nuova terminologia, che in luogo del solito “svezzamento” propone il cosiddetto “autosvezzamento”. Per capirne qualcosa di più, abbiamo posto alcune domande al Dott. Lucio Piermarini – pediatra dell’ACP (Associazione Culturale Pediatri) – cha all’argomento ha dedicato numerosi articoli, pubblicati su diverse riviste specializzate in puericultura: Un Pediatra per Amico, Medico e Bambino, ecc.

Dott. Piermarini, qual è il momento migliore per introdurre alimenti complementari nella dieta di un bambino?

Oggi tutte le istituzioni internazionali che si occupano di salute dei bambini (OMS,UNICEF), e le società scientifiche pediatriche, sono d’accordo nell’individuare questo momento intorno ai 6 mesi compiuti. Si tratta di un età approssimativa, la cui precisazione dipende dalla maturità del singolo bambino, e non un limite più o meno arbitrario derivante da convinzioni personali come accadeva in passato. Io stesso, nei miei primi anni di lavoro come pediatra, attenendomi acriticamente a quanto vedevo fare dai colleghi più esperti, consigliavo l’introduzione di alimenti complementari, vale a dire lo svezzamento, già a tre mesi, se non prima. Se solo ci fossimo chiesti quali e dove fossero le ragioni, gli studi, le prove dell’opportunità di iniziare a quella età, avremmo scoperto che non ne esistevano di valide; solo l’opinione di qualche autorevole professore universitario e i depliant delle ditte produttrici di alimenti per bambini. Avevamo deciso, chissà perché, di fare a meno di tutte quelle certezze scientifiche che, di solito, esigiamo di avere prima di fare una diagnosi o una terapia.

Come affrontare lo svezzamento se la mamma allatta al seno il proprio bambino?

In realtà, che il bambino sia allattato al seno, o che lo sia al poppatoio, lo svezzamento non si affronta. Semplicemente avviene. La sua domanda risente proprio del nostro vecchio modo di presentare lo svezzamento come qualcosa da proporre, se non da imporre ai bambini. Ne derivava, tranne non numerose eccezioni, una esperienza stressante per madre e figlio, che non sempre veniva superata, rendendo il pasto un evento cronicamente stressante anche per tutto il resto della famiglia. Inevitabile che, quindi, lo svezzamento, genericamente, fosse un momento temuto, tanto da far scomodare gli psicologi a definirlo un passaggio delicato nello sviluppo del bambino. In realtà, se ci atteniamo a quanto ci mostra di saper fare, vale a dire rispettiamo lo sviluppo delle sue competenze, il bambino, come ci piace dire provocatoriamente, si svezza da solo.


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  • ludmilla

    ho 25 anni e non mi sono mai svezzata…come è possibile? non succhio il diti, non prendo biberon ma non dormo se non ciucciolo (proprio come se avessi il ciuccio in bocca)…allora che ne dite di me???

  • sabrina

    Concordo con molto di quanto espresso ma come la mettiamo con chi, come me ha la necessità di svezzare il bambino a 5 mesi e lui non ne vuole sapere di anticipare i suoi tempi ? Perchè dovrebbe accontentare la sua mamma ? Semplice: perchè deve rientrare al lavoro ma al piccolo chi glielo spiega che se non collabora rischia di avere una mamma disoccupata o in mobbing ?
    E pensare che sia la mamma che il piccolo vorrebbero proseguire l’allattamento materno per molto tempo ancora…
    Come al solito di vita reale e di problemi reali se ne parla sempre in modo incompleto e non veritiero !

  • saretta

    hai ragione sabrina! le leggi italiane sono proprio “contro” mamma e bambino, altro che chiacchere! quello che è scritto nell’articolo qui sopra è giustissimo, c’è poco da dire. ma è altrettanto vero che le mamme lavoratrici italiane non sono proprio aiutate a scegliere la cosa migliore per i propri figli, e spesso devono “ripiegare” su qualcosa che sanno bene non essere il “meglio”. ma purtroppo non si lavora per la gloria, e se quella è l’esigenza c’è poco da fare. che ingiustizia! ciao.sara

  • Daryl

    Ho una bimba di 4 mesi. Leggo con piacere il vostro articolo ma neanche qui trovo una risposta completa al mio quesito…
    La mia piccola ha, come detto, solo 4 mesi ma da qualche giorno, di punto in bianco, non vuole più il seno e mostra invece MOLTA attenzione per il ”nostro” cibo!Ci quarda allungando le mani cercando di afferrare gli alimenti facendo versi… Vorrebbe proprio mangiare! Le ho dato oggi, per la prima volta, un cucchiaio di crema di tapioca e mais diluito in latte materno e l”ha divorato chiedendone avidamente dell”altro! Lei già si siede dritta e produce grandi quantità di bava, forse devo svezzarla? non so che fare…

  • Genny

    Ho un bambino di 4 anni che ho svezzato a 3 mesi causa di reflusso,adesso con il mio secondogenito che soffre anche lui di reflusso vorrei aspettare almeno i 4 mesi,anche se con il primo nn ho avuto nessun problema…penso che bisogna guardare ogni singolo caso.

  • Niki

    Come al solito, sui siti che propendono per tutto cio´che e´naturale, si mette a dura prova l´animo delle mamme che DEVONO lavorare…come pensate che si possa preparare la pappa in casa, senza alcun ricorso agli omo industriali?

  • chiara

    sono pienamente d”accordo con questa modalità di svezzamento…. con il mio primo figlio ho “eseguito” lo svezzamento classico ma ho incontrato molte difficoltà (rifiuto etc.). con la mia bimba di 6 mesi l”autosvezzamento (anche se mi mette un pò in ansia per la paura che inali qc) è bellissimo… è un”esperienza giocosa, gustosa… serena….

  • Roberto

    Salve, ho un bimbo con reflusso allattato al seno che sta per compiere 5 mesi. Il pediatra ha provato a farci iniziare lo svezzamento con pappa di soya ma il reflusso è peggiorato e abbiamo sospeso. In un mese era cresciuto solo 300 gr. Cosa ci consiglia?Grazie