Asili: al via le “Sezioni Primavera”


Tale iniziativa, in collaborazione tra Ministero della Pubblica Istruzione, della solidarietà Sociale, Ministro delle Politiche per la Famiglia, Regioni ed Enti locali, nasce dall’esigenza di rispondere in maniera adeguata alla crescente richiesta di servizi socio-educativi per bambini nella fascia di età al di sotto dei 3 anni. Esigenza che non trova completa risposta nelle attuali strutture degli asili nido e tipologie integrative. Al momento l’indice di copertura del 9,6 % della popolazione di riferimento, con situazioni molto differenziate da regione a regione, a fronte dell’obiettivo del 33% posto dalla Ue per il 2010. Con la Finanziaria 2007 si dà una prima risposta a questa esigenza, avviando un intervento destinato a realizzarsi mediante l’adozione di un piano straordinario da parte delle Regioni.

L’offerta delle “sezioni primavera” che si colloca in una fascia di mezzo tra i nidi e la scuola materna, mira a soddisfare l’esigenza di una fascia potenziale di 15-20mila bambini. È ispirata a criteri di qualità pedagogica e di flessibilità ed originalità delle soluzioni organizzative. Il tutto in forte integrazione delle competenze dello Stato, delle Regioni e dei Comuni. Per le “sezioni primavera” si potranno utilizzare esperienze più flessibili mediante l’inserimento di piccoli gruppi di bambini dai due ai tre anni, nell’ambito della scuola d’infanzia. Le nuove tipologie di servizi non modificano l’attuale quadro ordinamentale dei servizi 0-6 anni.

Il nuovo servizio integrativo sarà gestito dal pluralismo istituzionale (cioè da diversi soggetti pubblici e privati) che caratterizza il settore e nella valorizzazione del principio di sussidiarietà. Resta ferma la responsabilità pubblica di regolare e verificare il livello qualitativo dei servizi socioeducativi offerti nel rispetto della normativa regionale e nazionale vigente in materia.

Alcuni criteri di qualità fissati nell’accordo, che l’ente gestore dovrà comunque tenere in considerazione per poter sperimentare la nuova offerta (criteri che valgono come minimo inderogabile in assenza di una specifica normativa regionale di riferimento), sono:

– presenza di locali idonei per funzionalità e sicurezza;

– allestimento con arredi in grado di qualificare l’ambiente come contesto di vita, di relazione, di apprendimento;

– orario di funzionamento flessibile (modulo fino a 6 ore o prolungato fino a 8/9);

– dimensione contenuta del gruppo omogeneo per età (dai 15 ai 20 bambini);

– rapporto numerico di insegnanti-bambini che non dovrebbe essere superiore a 1:10, con

adeguata presenza di personale ausiliario adeguato;

– specifiche forme di aggiornamento per il personale;

– allestimento di un programma di consulenza, assistenza tecnica, coordinamento pedagogico, monitoraggio e valutazione che garantisca la completa affidabilità sotto il profilo educativo.

Per maggiori informazioni:

Politiche per la famiglia


Potrebbero interessarti anche