Estate 2007: gelato con gusti locali a impatto zero

Se nel centro di Catania è possibile gustare il gelato al pistacchio di Bronte, sul lungomare di Reggio Calabria si può assaporare quello al bergamotto, mentre a Cuneo spopolano frutti di bosco e nocciole del Piemonte Igp. Si tratta – sottolinea la Coldiretti – di una risposta alla crescente domanda di prodotti legati al territorio che garantiscono freschezza e genuinità, ma anche di una tendenza coerente con la sensibilità ambientale di consumatori che per “salvare il clima” vogliono adottare comportamenti attenti al risparmio energetico e all’emissione di gas serra dovuti ai trasporti.

E nasce anche – continua la Coldiretti – nel pieno centro di Verona la prima gelateria dove è possibile scegliere tra una ampia selezione di gusti a base di prodotti locali, come le more della Valpolicella, i marroni di montagna di San Zeno, l’amarone di Negrar e il limone di Torri del Benaco acquistati direttamente dagli agricoltori delle campagne limitrofe, come pure il latte che proviene dagli allevamenti del monte Baldo o le uova da un’azienda padovana.

Una alternativa al consumo di gusti con prodotti esotici che devono essere importati da paesi lontani con il consumo di petrolio ed emissioni di C02: per trasportare a Roma un chilo di papaya dall’Argentina in volo per una distanza di 12mila km si consumano 5,4 kg di petrolio e si liberano 16,2 kg di CO2 mentre per un kg di mango dal Cile si richiede la combustione di 5,8 kg di petrolio con l’emissione di 7,4 kg di CO2.

L’interesse dei gelatai per i nuovi sapori a “chilometri zero” ha fatto aumentare notevolmente il numero dei gusti di gelato attualmente censiti in Italia che – sottolinea la Coldiretti – si stima siano attualmente di poco inferiori ai 600, tra i quali i preferiti restano cioccolato (27 per cento), nocciola (20 per cento), limone (13 per cento), fragola (12 per cento), crema (10 per cento), stracciatella (9 per cento) e pistacchio (8 per cento) secondo Eurisko. Una offerta di colori e aromi per una spesa stimata in oltre 5 miliardi di Euro per consumare gelati, dei quali il 60% di tipo artigianale e il 40% industriale.

Scegliere di non “mangiare petrolio”, oltre a evitare gli “sprechi energetici” garantisce maggiore qualità e freschezza per la salute e non comporta particolari sacrifici per un Paese come l’Italia che offre la più ampia varietà alimentare. La Coldiretti ha avviato una serie di iniziative per consentire ai consumatori di fare scelte di acquisto consapevoli che non inquinano e salvano il clima: dall’introduzione dell’obbligo di indicare in etichetta la provenienza di cibi in vendita alla disponibilità di spazi adeguati nella distribuzione commerciale dove poter acquistare alimenti locali che non devono essere trasportati per lunghe distanze, fino all’inaugurazione della prima osteria a “chilometri zero”.

Per maggiori informazioni:

Coldiretti


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