Salvarsi dal caro-bebè: guida al consumo critico per neogenitori


Soldi che potrebbero essere risparmiati se solo le mamme non si lasciassero influenzare dalla pubblicità martellante. “Il problema in effetti – spiegano i responsabili dello sportello – è che spesso questi prodotti sono inutili, se non addirittura dannosi per la salute di mamme e bambini.”

Un esempio su tutti sono i prodotti sostitutivi del latte materno: a cosa serve inviare pubblicità e buoni sconto di latte in polvere se la mamma sta allattando al seno? Oppure recapitare campioni omaggio di omogeneizzati etichettati a partire dal 4° mese, quando l’OMS raccomanda di allattare al seno i neonati, in modo esclusivo, almeno fino al sesto mese compiuto? Inoltre, basta guardare le pagine di queste riviste o sfogliare gli opuscoli inviati alla mamme – pieni zeppi di biberon e aggeggi per l’alimentazione artificiale del bambino – per accorgersi che l’importanza dell’allattamento materno è espressa solo a parole: nei fatti i produttori di alimenti per l’infanzia cercano solo di ritagliarsi nuove fette di mercato.

Ed è proprio per aiutare i genitori a districarsi nel mercato dei baby-prodotti che è nato lo sportello – istituito a Pisa ma operante in tutto il territorio nazionale – ‘SOS Mamma’: un luogo di incontro nato per offrire alle mamme – e naturalmente ai papà – gli strumenti necessari per trasformarsi in consumatori critici, che guardano con attenzione mentre scelgono per i propri figli, perché conoscono le relazioni che collegano il sistema dei consumi con l’ambiente, la società, l’economia, l’etica.

Per richiedere una copia dell’opuscolo: info@sosmamma.org

Per maggiori informazioni: SOS Mamma


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