Bambini e new media: l’84% ha un cellulare


Bambini sempre più soli, che si nascondono dietro le cuffie dell’Ipod o il cellulare per colmare l’assenza dei genitori. Mentre gli adulti si allontanano sempre di più dai loro figli trovando in videogiochi, Ipod e pc una “giustificazione” al sempre minor tempo che dedicano loro, il cellulare diventa la “coperta di Linus” delle nuove generazioni, che permette di intensificare le relazioni a distanza con gli amici e sottrarsi al controllo degli adulti. Al tempo stesso, è proprio il cellulare ad assolvere la funzione di “controllo parentale”, visto che offre ai genitori la possibilità di rintracciare sempre i figli.

È questa la fotografia del piccolo consumatore italiano alle prese con il telefonino, scattata dalla prima indagine sull’uso dei cellulari da parte di bambini e adolescenti, contenuta in “Baby Consumers e nuove tecnologie”, il 2° Rapporto sui consumi dei minori del Movimento Difesa del Cittadino (MDC) – Dipartimento Junior, presentato oggi a Milano. Una vera e propria indagine sul campo, quella del Movimento Difesa del Cittadino, che ha sottoposto un questionario di 35 domande a 2.693 studenti di età compresa tra gli 8 e i 15 anni. La nuova indagine del Dipartimento Junior di MDC prende in esame i consumi mediatici e le nuove tecnologie, affrontando anche il rapporto dei minori con le nuove tecnologie (pc, web, Ipod, videogiochi), oltre al tema delicato e complesso dell’uso del cellulare da parte dei più piccoli.

Secondo i dati del Rapporto, ben l’84% degli studenti tra gli 8 e i 15 anni ne possiede uno tutto suo, basti pensare che il primo telefonino arriva già all’età di 9/10 anni per ben la metà degli intervistati. I piccoli consumatori lo usano soprattutto per essere sempre rintracciabili dai genitori (46,6%), per comunicare cose utili (25,8%) o per essere sempre in contatto con gli amici (21,1%).

Lo portano sempre addosso, soprattutto in tasca (76,6%), ma ritengono opportuno tenerlo spento a scuola (71%) o in chiesa (68%), perché potrebbe disturbare o semplicemente per rispetto (57%). Scelgono il cellulare sulla base dell’ultimo modello uscito sul mercato o quello visto nelle pubblicità oppure quello posseduto dall’amico (42,7%) e spendono mensilmente non più di 10 euro (51,9%), superando difficilmente i 20 euro (il 10,1% spende tra i 20 e i 30 euro).

Quasi i 3/4 degli intervistati (74%) ha affermato di seguire gli spot che reclamizzano i telefonini, di questi il 44% proprio per informarsi su modelli e piani tariffari. Un’altra spesa che i ragazzi talvolta fanno con il telefonino è chiamare o mandare SMS per dare il loro voto in un programma televisivo: il 21,1% dei ragazzi hanno votato per trasmissioni come “Amici” o “Il Grande Fratello”. Ma il rischio maggiore (capitato una o più volte al 41,3% dei piccoli consumatori) è quello di chiamare un numero per poi ritrovarsi abbonati a un servizio di download di loghi e suonerie, per altro piuttosto costoso, senza averlo richiesto e senza riuscire a eliminarlo.

In generale, i ragazzi quanto usano i messaggini per comunicare? Il 39,2% di loro invia da 1 a 3 SMS al giorno, il 25% da 4 a 10. Il 31,2% degli intervistati dice di scegliere questa modalità di comunicazione perché è più economica e il 18,2% perché è più rapida. Riguardo invece alle funzioni aggiuntive del cellulare, risultano più utili, secondo gli intervistati l’invio multiplo di SMS, (18,2%), apprezzato soprattutto dalle ragazze (9,4% contro l’8,9% dei ragazzi) e la possibilità di fare foto e/o filmati (17,7%), meno apprezzata dalle femmine (8,2% contro il 9,5% dei maschi).

A questo proposito, quasi il 48% dei ragazzi, soprattutto i più piccoli, crede non ci sia niente di male nel fotografare o filmare con il cellulare una persona senza chiederle il permesso. Anche la modalità degli “squilletti” è “gettonata”: se il 17% degli intervistati dichiara di non farli mai, il 50,8% totale li utilizza per farsi richiamare quando non h


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