Unicef: in calo la mortalità infantile

La mortalità infantile ha toccato il picco più basso da sempre, scendendo sotto i 10 milioni di morti all’anno e attestandosi a 9,7 milioni, rispetto ai 13 milioni del 1990.”Questo – ha affermato il Direttore generale dell’UNICEF Ann Veneman – è un momento storico. Sopravvivono più bambini oggi che mai prima in passato. Dobbiamo far leva su questo successo sanitario per accelerare il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio.”

Nel dettaglio va segnalato un calo del 60% delle morti da morbillo rispetto al 1999, con punte che in Africa sub sahariana arrivano anche al 75 per cento.Rispetto alle precedenti rilevazioni del 1999-2000, molti paesi hanno compiuto progressi particolarmente significativi, con il Marocco, il Vietnam e la Repubblica Dominicana che hanno ridotto i tassi di mortalità infantile di oltre un terzo, il Madagascar del 41% e Sao Tome e Principe del 48%.

Si registrano progressi significativi anche in alcune parti dell’Africa Subsahariana: tra il 2000 e il 2004 la mortalità sotto i 5 anni è diminuita del 29% in Malawi e di oltre il 20% in Etiopia, Mozambico, Namibia, Niger, Ruanda e Tanzania mentre i più alti tassi di mortalità infantile si registrano ancora nei paesi dell’Africa centrale e occidentale.

Tra gli Obiettivi del Millennio vi è l’impegno a ridurre di 2/3 la mortalità infantile tra il 1990 e il 2015, un risultato che salverebbe la vita di altri 5,4 milioni di bambini da oggi al 2015. Non vi è però ragione di compiacersi, ha sottolineato il Direttore generale dell’UNICEF: “La perdita ogni anno di 9,7 milioni di giovani vite è inaccettabile. La maggior parte di queste morti sono prevenibili e, come dimostrano i recenti progressi, le soluzioni sono sperimentate e collaudate.Sappiamo che la vita dei bambini può essere salvata quando abbiano accesso a servizi sanitari integrati, erogati su base comunitaria e sostenuti da un efficace sistema di rinvio a strutture specializzate.”

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Unicef


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