Celiachia: individuate nuove tecniche per rilevare il glutine


Con un test di spettroscopia ad altissima sensibilità sarà possibile rilevare minime tracce di glutine negli alimenti ma anche in altri prodotti insospettabili, rendendo più sicura la vita dei molti pazienti affetti da celiachia. L’innovativa metodologia, basata sulla spettroscopia di fluorescenza di correlazione (Fcs), è stata messa a punto da un team di ricercatori, coordinato da Sabato D’Auria, dell’Istituto di biochimica delle proteine (Ibp) del Consiglio nazionale delle ricerche di Napoli.

“Il glutine si trova principalmente nei cibi ma può ‘nascondersi’ anche in altri prodotti di uso comune, come adesivi di buste e francobolli, medicinali e vitamine”, spiega Sabato D’Auria. “E l’ingestione, anche di esigue quantità, può provocare nei pazienti celiaci disagi a diversi livelli”. La celiachia è causata da una risposta ‘sbagliata’ che il ostro sistema immunitario attua nei confronti del glutine. “Infatti”, prosegue il ricercatore, “il soggetto

intollerante tratta il glutine come fosse un agente infettivo verso cui l’intestino tenue risponde con una reazione immunitaria che ne causa il suo danneggiamento e la conseguente inabilità ad assorbire altri nutrienti dal cibo. E’ molto importante, quindi, che il soggetto celiaco non ne ingerisca la benché minima traccia”.

Prodotti ‘liberi da glutine’ sono disponibili sul mercato alimentare di Stati Uniti ed Europa. “Ma l’informazione commerciale potrebbe essere ingannevole”, precisa D’Auria. “Ad esempio una pizza o un prodotto cosmetico etichettati ‘senza glutine’ potrebbero contenerne bassissime quantità senza che i produttori ne siano a conoscenza, vista la bassa sensibilità dei test attualmente utilizzati. Il nostro metodo, quindi, si presenta di notevole aiuto ai fornitori, che lo potrebbero incorporare direttamente nelle loro linee di produzione”.

Per maggiori informazioni: www.ibp.cnr.it


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