Abbigliamento per bambini: come scegliere?


In questi giorni è uscito l’allarme pigiamini per bambini: da una recente ricerca svolta da Altrocomsumo 3 pigiamini sui 15 analizzati, in vendita presso la grande distribuzione e catene di negozi per bambini, conterrebbero delle sostanze nocive come ftalati in concentrazioni superiori a quelle consentite dalla direttiva 2005/84/ce e un colorante azoico che rilascia ammina cancerogena e limitata dalla Direttiva 2002/61/CE .

Alcune delle sostanze incriminate sono quindi gli ftalati, che in altri momenti hanno destato preoccupazione per essere presenti in altri prodotti quali, per esempio, i cosmetici o i giocattoli per bimbi. In realtà sotto una certa soglia gli ftalati sono consentiti. Nel caso dei pigiamini sarebbero presenti però in quantità che supera quella ammessa per essere in commercio.

Come fare allora per scegliere in modo responsabile l’abbigliamento del nostro bambino?

Il paese di provenienza non è una garanzia di qualità del prodotto. Il pigiama made in India o made in China non è indice di qualità inferiore rispetto al made in Italy. Nemmeno il prezzo esiguo o scontato sarebbe indice di un prodotto poco adatto ai bambini: per esempio il pigiamino acquistabile presso il supermercato Lidl a 5,99 euro ha un giudizio sufficiente.

I consigli per i genitori sono:

– lavare il prodotto prima di indossarlo, in questo modo si contribuisce ad eliminare l’eventuale formaldeide presente

– evitare di acquistare indumenti con stampe plastificate di colore scuro.

– una garanzia di qualità è la certificazione Oeko tex, che dall’indagine di Altroconsumo sembrerebbe essere un ottimo indicatore di compatibilità con le esigenze della famiglia che fa delle scelte a favore della salute del bambino.

Ulteriori informazioni:

Altroconsumo

Oeko-tex


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