Un invito a portare i piccoli


Dopo Sono qui con te di Elena Balsamo, Il Leone Verde Edizioni rinnova l’invito per tutte le mamme ad approfondire le delicate tematiche inerenti il loro “mestiere”. Ospite mercoledì 12 marzo sarà il nuovo testo di Esther Weber Portare i picccoli. Un modo antico, moderno e… comodo per stare insieme che verrà presentato:

– alle ore 17.30 presso la Biblioteca Primo Levi di via Leoncavallo 17 (Torino), in occasione dell’iniziativa “Bambino industriale Bambino naturale”, promossa dal Leone Verde per sostenere le difficili scelte dei genitori, lontano dai condizionamenti industriali e commerciali.

– alle ore 21.00 presso il Residence Villa 5 di Collegno (via Torino 9/6), in collaborazione con il progetto della Cooperativa Atypica “Pance Ninne Pappe Ciance”.

E’ dall’esperienza di essere madre che Esther Weber comincia un personale percorso di avvicinamento alla pratica di “indossare” il bambino culminato in quest’ultima pubblicazione del Leone Verde Edizioni per la collana Il Bambino naturale, e ancor prima con la fondazione dell’omonima associazione culturale.

Tutto iniziò con la prima gravidanza, quando cercai un mezzo più comodo e agevole per trasportare la mia bambina quando sarebbe nata. Avevo bisogno di continuare a essere libera. Presto comunque mi resi conto che non si trattava di utilizzare uno strumento di trasporto alternativo, ma che sarebbe state una modalità (diversa) per stare (bene) insieme alla mia bambina.

Del resto la pratica di portare i bambini addosso è tuttora diffusa presso gran parte delle società tradizionali che non hanno ancora subito l’influenza dell’approccio occidentale alla genitorialità; ma è stata una pratica adottata per lungo tempo dalla nostra stessa società, almeno fino all’arrivo di quei surrogati artificiali di contenimento dei bambino, carrozzina, passeggino, lettino con le sbarre…, con i quali in realtà non si fa altro che accelerare il delicato processo di separazione tra madre e figlio. Ma oggi l’Occidente sembra ritornare sui suoi passi, riscoprendo un modello di rapporto madre-figlio “ad alto contatto” precedentemente svalutato come poco formativo rispetto a quello “a basso contatto” con il quale ci si è illusi a lungo di stimolare il bambino verso un’autonomia precoce di dubbia utilità.

Di fronte all’imbarazzo e alla confusione scaturite da questo mutamento di direzione, che pone non pochi interrogativi sia nelle madri occidentali sia nelle donne d’altrove, Esther Weber prova a fare un po’ di pulizia di quei pregiudizi e luoghi comuni che spesso coinvolgono la pratica del portare. Lungi dall’inaugurare una nuova moda o dal proporre un’ideologia valida per tutti, Portare i piccoli vuole essere un invito per la società occidentale a un ripensamento di certi valori di cui finora è andata fiera, ma che, alla luce delle ultime ricerche in ambito pediatrico, si sono rivelati inadeguati ai fini di un corretto sviluppo delle sue nuove generazioni. Esther Weber, anche attraverso i numerosi consigli presenti nel testo e supportati da un’ampia documentazione fotografica, mira a rivalutare una pratica i cui vantaggi non investono solo il bambino, ma anche i genitori stessi, che, indossando il bambino prendono fisicamente coscienza del loro importante ruolo di punto di riferimento per i loro figli.

Esther Weber, fondatrice e presidente dell’associazione culturale Portare i piccoli dal 2002 svolge un utile servizio di consulenza per i genitori e di formazione degli operatori sanitari.

Per informazioni e approfondimenti rivolgersi a:

Francesca Cucchiarati

ufficiostampa@leoneverde.it

cell. 333 89 66 715

Il Leone Verde Edizioni

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