Cordone ombelicale: un legame di ferro da non recidere troppo presto


E’ meglio recidere il cordone ombelicale entro un minuto dalla nascita o aspettare due tre minuti?

Per rispondere a questa domanda i revisori della Cochrane hanno valutato i risultati di 11 diversi studi clinici che, nel complesso, coinvolgevano 2.989 coppie madre-bambino. I revisori cercavano di stabilire se il tempo di recisione del cordone ombelicale influisse sulla salute del nascituro e sul rischioIcona del Glossario di emorragia materna post parto.

Si pensa che il taglio ritardato del cordone ombelicale possa avere effetti positivi per il neonato. Questa pratica, infatti, permette di aumentare il tasso di emoglobina e le riserve di ferro disponibili al nascituro nei primi mesi di vita. L’accumulo di riserve potrebbe prevenire il verificarsi di anemie nei sei mesi successivi al parto. Il taglio ritardato, però, potrebbe anche dare alcuni problemi di salute dovuti alla maggiore quantità di sangue che il feto riceve dalla madre. A volte, infatti, il neonato ha difficoltà a eliminare i globuli rossi in eccesso e sviluppa l’ittero. Questo problema può venire facilmente risolto con la fototerapia che, però, non è disponibile in tutti gli ospedali.

I revisori hanno concluso che il taglio ritardato del cordone ombelicale: non dà svantaggi alla madre in quanto non aumenta il rischio di emorragia post parto; sembra dare vantaggi per la salute dei bambini, in quanto ne aumenta le riserve di ferro nei primi tre mesi di vita; sono necessari maggiori studi che valutino gli effetti a lungo termine sulla salute del nascituro.

«Il taglio del cordone ombelicale sembra aumentare le riserve di ferro degli infanti. Questo può essere particolarmente importante per i bambini dei paesi in via di sviluppo che, a causa di una scarsa alimentazione, sono più a rischio di anemia. A parte l’ittero, non sembrano esserci ulteriori rischi per la salute del nascituro. Se la fototerapia è disponibile va dunque preferito il taglio ritardato rispetto a quello precoce», dice la Dr. Susan McDonald autrice principale della revisione, professoressa di ostetricia alla Trobe University e al Mercy Hospital for Women in Heidelberg di Victoria in Australia.

Fonte:

McDonald SJ et al. Effect of timing of umbilical cord clamping of term infants on maternal and neonatal outcomes. Cochrane Database of Systematic Reviews 2008, Issue 2.

Ulteriori informazioni:

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