Obesità infantile: meglio prevenire

Altroconsumo, insieme a Consumers International, l’organizzazione mondiale delle principali associazioni di consumatori, ha dedicato il 15 marzo – la Giornata Mondiale dei consumatori – al tema dell’obesità infantile.

Proprio l’associazione che da tempo si batte per una sana alimentazione e che aderisce al protocollo “Guadagnare salute” del Ministero della Salute, ha dettato alcuni consigli rivolti alle famiglie per aiutare a prevenire l’obesità infantile che in Italia colpisce quasi 4 bambini su 10, tra i 6 i 9 anni (deteniamo il triste primato europeo) .

Ecco i consigli:

– Le mamme spesso sono ansiose e pensano che un bambino che mangia molto sia più sano. Al contrario, non insistete quando il bambino non ha fame, moderate le porzioni, non premiatelo con il cibo.

– Non tenete in casa i cibi-tentazione (bevande gassate e succhi di frutta, patatine, merendine e cioccolata) e sostituiteli con gli alimenti giusti (acqua, tè, frutta fresca, pane e fette biscottate integrali, yogurt).

– Abituate il bambino a tre pasti regolari: una colazione sostanziosa, un pranzo e una cena, intervallati da uno spuntino leggero a metà mattina (l’ideale è un frutto) e una merenda il pomeriggio (un frutto o uno yogurt, una piccola quantità di pane).

– Eliminate o riducete i piatti più elaborati (in particolare i fritti) e proponete ogni giorno frutta e verdura cotte o crude; riducete i condimenti; preferite piatti preparati in casa a quelli acquistati pronti.

– Stimolate il bambino ai giochi all’aperto e all’attività fisica. Non accompagnatelo regolarmente in macchina, ma abituatelo a camminare ogni volta che è possibile.

– Limitate il più possibile i consumi fuori casa, soprattutto nei fast food.

– Date il buon esempio in famiglia.

La migliore prevenzione avviene con una corretta educazione alimentare nei primi tre anni del bambino e il primo step è proprio cominciare con l’allattamento al seno, esclusivo nei primi sei mesi di vita.

I bambini inoltre sono le prede più appetibili di tutti gli strumenti di marketing, dagli spot televisivi ad altri meccanismi più spiccioli ma altrettanto dannosi, quali ad esempio gli scaffali di snack ipercalorici posizionati appositamente ad altezza di bambino accanto alle casse dei supermercati. Molti genitori potranno facilmente testimoniare la facilità con cui queste cose, infarcite di grassi e zuccheri raffinati ma con poco valore nutritivo, finiscono nel carrello.

Ulteriori informazioni:

Alimentazione dei lattanti e dei bambini fino ai tre anni:

raccomandazioni standard per l’unione europea

Altroconsumo


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