Niente snack a scuola per abituare bimbi a mangiar sano


A promuovere un bando totale degli snack è uno studio dell’Università di Cardiff (Gb), secondo cui questa misura sarebbe cruciale. Non solo: i ricercatori hanno scoperto che anche l’esempio dei coetanei ha un impatto sulle abitudini alimentari dei ragazzini. Grazie a un anno di studio, gli scienziati del Cardiff Institute of Society, Health and Ethics hanno monitorato il consumo di merendine e snack tra gli alunni dai 9 agli 11 anni, in 43 scuole primarie in aree depresse del Galles meridionale e dell’Inghilterra sud-occidentale.

In particolare, a 23 scuole è stato chiesto di allestire uno spaccio della frutta a prezzo fisso e di non vedere assolutamente dolci o patatine. Nel corso di un anno, i ricercatori hanno scoperto che gli spacci ‘della salute’ avevano venduto circa 70 mila porzioni di frutta, circa 0,06 pezzi a studente al giorno. Sembra un po’ pochino, ma i ricercatori assicurano che a fine anno i bambini avevano mangiato molta più frutta di prima. Ma i nuovi spacci, da soli, non sono stati sufficienti. L’effetto maggiore è dovuto all’esempio dei coetanei, abbinato all’esistenza in alcune scuole della regole del ‘niente cibo da fuori’. Insomma, “i nostri risultati – spiega Laurence Moore alla Bbc online – mostrano che i bambini sono più inclini a mangiare mele, banane o pere a merenda se loro stessi e i compagni di classe non possono portare a scuola alternative poco sane”.

L’iniziativa somiglia a quella di cui Bambinonaturale si è già occupato nel febbraio scorso a proposito dell’allestimento di distributori di frutta fresca e yogurt nelle scuole venete.


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