Spesa sotto casa: opinioni a confronto


Secondo Dario Bressanini ricercatore presso l’Università di Como, acquistare alimenti che hanno percorso pochi chilometri non serve a ridurre l’impatto ambientale poiché studi recenti mostrano che le cose non sono così semplici e che i chilometri percorsi non sono un indicatore sensato della sua sostenibilità.

Secondo gli studi svolti una delle difficoltà risiede nel fatto che circa la metà del chilometraggio percorso, il 48%, è attribuibile al compratore. Da questo punto di vista è ecologicamente preferibile acquistare i prodotti in un supermercato centralizzato che non effettuare vari viaggi in negozi più piccoli. In più la grande distribuzione trasporta in modo più efficiente le merci, utilizzando meno autoveicoli pesanti al posto di un numero più elevato di veicoli più piccoli meno efficienti che verrebbero utilizzati da un sistema distributivo non centralizzato”.

In sostanza tutto il sistema di trasporto e acquisto va rivisto nell’ottica dell’”ecologia di scala”. E’ stata trovata una correlazione tra le dimensioni dell’azienda e il consumo energetico: aziende piccole sono meno efficienti dal punto di vista energetico, e questo si riflette sul prodotto finale. I pomodori a febbraio anche se sono prodotti a due passi da casa e li acquistate da un contadino, sono cresciuti in serre riscaldate e illuminate artificialmente, e quindi hanno richiesto più energia di analoghi pomodori coltivati in sud Africa.

Produrre un 1kg di pomodori in Svezia (in serra ovviamente) costa 66 MJ/Kg mentre importarli dalla spagna “solo” 5.4 Mj/Kg. Far arrivare fragole via aerea dal Medio Oriente 29 MJ/Kg, esattamente come cucinare al forno delle patate svedesi a Km 0.

Insomma si potrebbe dire che vince il buon senso: l’acquisto dal contadino vicino a casa va fatto solo se si tratta di frutta e verdura di stagione. Quindi se acquistate cibo prodotto vicino a voi, fatelo perché è di buona qualità ed ha un buon prezzo, poiché i benefici per l’ambiente sono tutt’altro che dimostrati e, anzi, potrebbero anche essere inferiori a quelli ottenibili acquistando cibi prodotti a migliaia di chilometri di distanza. In mancanza di altre informazioni, privilegiate il giusto rapporto qualità/prezzo.

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