“Ti” dorme la notte? Aiutalo a sviluppare il suo ritmo con il massaggio!


La domanda “ti” dorme di notte? posta a volte con maliziosa innocenza da parenti e amici alle neomamme sfinite dopo alcuni mesi di sonno frammentato, solo qualche volta riceve una soddisfatta e decisamente orgogliosa risposta affermativa, quasi si trattasse di un segno manifesto di buon carattere del piccolo e di altrettanta buona capacità genitoriale. Il più delle volte invece, il riferimento è ai numerosi risvegli di bimbi che piangono, vogliono il latte, vogliono stare in braccio, essere cullati, stare nel lettone…I genitori con questo “problema” raccontano e si confrontano con molta partecipazione quasi a cercare nel “mal comune” la prova implicita che non si tratti di una carenza propria. E in effetti è proprio così: perché se è vero che un ambiente familiare tranquillo e accogliente è importante per lo sviluppo dell’equilibrio dei piccoli, è altrettanto vero che, a prescindere da tutto, i neonati hanno una modalità di ritmo del sonno che è molto diversa da quella di un adulto. Più risvegli nel corso della notte, per un bambino di pochi mesi, sono assolutamente fisiologici e legati ad un’intensa alternanza delle fasi di sonno chiamate REM e Non REM, rispettivamente sonno attivo e più leggero, caratterizzato da una vivace attività cerebrale, e sonno tranquillo e profondo, caratterizzato invece da calma e quiescenza dell’attività mentale. Questa alternanza di fasi diverse del sonno, che nell’adulto durano in media 90 minuti ciascuna, nei neonati, soprattutto nei primi mesi, risulta più movimentata in quanto la durata media di ogni fase è di circa 50 – 60 minuti. Ciò significa in primo luogo che il neonato, passando dalla veglia ad una fase di sonno REM attivo e leggero (osservate le piccole smorfie, i “sorrisi d’angelo” e il movimento delle palpebre), impiega in genere più tempo per addormentarsi profondamente dando finalmente ai genitori la possibilità di depositarlo nella culla senza che si risvegli immediatamente e, in secondo luogo, significa che il neonato, in relazione a questo ciclo del sonno, sperimenta un periodo vulnerabile per i risvegli circa ogni ora e anche meno.

Tali periodi “vulnerabili al risveglio” tendono a diminuire via via che il bambino cresce e mette insieme fisiologia del sonno propria della sua età, abitudini sociali (di notte si fa la nanna!) e altri condizionamenti positivi come la tranquillità dell’ambiente familiare, la disponibilità dei genitori, i rituali dell’addormentamento, gli odori e gli oggetti pacificatori e rassicuranti.

In questo quadro di rinforzo degli stimoli fisici, psicologici e sociali, il rituale del massaggio gioca un ruolo molto importante e decisamente incisivo in quanto capace di agire su tutti i piani di apprendimento: su quello fisico, attraverso il rilascio di endorfine e di melatonina (ormone che regola il ciclo sonno-veglia) e la riduzione dei livelli di cortisolo (ormone dello stress), su quello psicologico grazie all’importante contenuto di amore e presenza che l’interazione genitore-bambino veicola durante la pratica del massaggio e su quello sociale grazie alla forza del “rituale di rilassamento” a cui i bambini opportunamente allenati rispondono in maniera spesso molto soddisfacente.

Lavorare regolarmente con il massaggio quale pratica di amore, contenimento, stimolo e rilassamento è pertanto di grandissimo valore per sostenere il fisiologico sviluppo del ritmo del sonno nel bambino in crescita.


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