Più frutta e latte a scuola: parola di Unione Europea


Fondi europei per 90 milioni di euro all’anno consentirebbero l’acquisto e la distribuzione di frutta e verdura fresche nelle scuole e sarebbero integrati da fondi nazionali di importo equivalente negli Stati membri che hanno scelto di fruire del programma. Si tratta dell’ultima iniziativa lanciata dalla Commissione Europea nell’ambito dell’impegno a migliorare la salute e l’alimentazione, esposto nella “Strategia europea sugli aspetti sanitari connessi alla nutrizione, al sovrappeso e all’obesità”.

Il programma a favore del consumo di frutta nelle scuole mira ad incoraggiare nei giovani l’acquisizione di buone abitudini alimentari, che, secondo gli studi, vengono in seguito generalmente mantenute. Oltre alla distribuzione gratuita di frutta e verdura, il programma prevedrebbe l’elaborazione di strategie nazionali da parte degli Stati membri, comprendenti iniziative educative e di sensibilizzazione, e la condivisione delle migliori pratiche.

Gli esperti sono d’accordo sul fatto che un’alimentazione sana può svolgere un ruolo fondamentale nel ridurre i tassi di obesità e, quindi, il rischio di soffrire di gravi problemi di salute – come le malattie cardiovascolari e il diabete di tipo 2 – negli anni successivi. A questo fine è essenziale consumare quantità sufficienti di frutta e verdura. L’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda un consumo netto giornaliero di 400 grammi di frutta e verdura a testa. La maggioranza degli europei non raggiunge questo obiettivo e il consumo è in calo soprattutto fra i giovani.

Gli studi mostrano che le buone abitudini alimentari si acquisiscono nell’infanzia. Chi mangia molta frutta e verdura da piccolo resta un buon consumatore, mentre chi ne mangia poca generalmente non modifica le sue abitudini e le trasmette ai figli. Dalle ricerche è emerso inoltre che le famiglie a basso reddito tendono a consumare meno frutta e verdura. La distribuzione gratuita di questi prodotti sani nelle scuole può quindi rappresentare un elemento decisivo, soprattutto nelle zone svantaggiate.

Ma non basta. Accogliendo le richieste e i suggerimenti degli Stati membri e del Parlamento europeo, la Commissione ha anche adottato una nuova versione del programma di distribuzione di latte nelle scuole dell’UE. Le nuove modalità di attuazione semplici e chiare permettono di offrire a un numero maggiore di ragazzi una gamma più vasta di prodotti lattieri sani. Nel dettaglio, gli aiuti riguarderanno tutta una serie di prodotti lattieri, dal classico latte da bere ai formaggi, compresi alcuni prodotti a base di latte fermentato, come yogurt, latticello, kephir ecc., al naturale o alla frutta.

Il programma “latte nelle scuole” esiste già da oltre trent’anni ed ha subito nel tempo varie modifiche. Nell’anno scolastico 2006/2007 è stato distribuito nelle scuole di 22 Stati membri l’equivalente di 305 000 t di latte, con un contributo comunitario di oltre 50 milioni di euro. Gli Stati membri potranno scegliere i prodotti da distribuire, privilegiando ad esempio i prodotti magri. Saranno inoltre più numerosi i bambini che potranno beneficiare del programma in quanto, oltre agli asili e alle scuole elementari, potranno parteciparvi anche le scuole secondarie.

Insieme alla proposta della Commissione relativa al programma di promozione del consumo di frutta nelle scuole – che si applicherà già a partire dall’agosto 2008 – il nuovo programma di distribuzione di latte rispecchia l’attenzione crescente della Commissione per la diffusione di abitudini alimentari più sane fra i bambini e i ragazzi.

Si stima che 22 milioni di bambini nell’Unione europea siano sovrappeso. Di questi, oltre 5 milioni sono obesi e questa cifra è destinata ad aumentare di 400 000 ogni anno. Un’alimentazione migliore può svolgere un ruolo importante per contrastare questo problema.


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  • Antonella

    Il latte è un alimento assolutamente innaturale e sbagliato per l”alimentazione dei bambini e, più in generale, degli esseri umani.
    Trovo assurdo incentivarne il consumo quando l”OMS si è già espresso negativamente nei confronti di questo alimento.