Allattamento al seno: disponibile “Il Codice Violato 2008”

Dai dati di un’indagine presentata al recente congresso della Società Italiana di Pediatria, in Italia solo il 52% dei bambini di 6 mesi è ancora allattato al seno, il 2% in modo esclusivo, gli altri con l’aggiunta di latte artificiale o di altri alimenti e bevande. Tutto ciò nonostante la percentuale di donne impossibilitate ad allattare (per mancata produzione di latte o controindicazioni mediche) non superi il 5%, e nonostante OMS, UNICEF e Ministero della Salute raccomandino a tutte le donne di allattare in maniera esclusiva fino a 6 mesi.

Questi numeri in parte riflettono quella cultura del biberon veicolata anche dalla pubblicità, che mina la fiducia delle donne nelle loro capacità di nutrire ed allevare i propri figli, ostacola la pratica dell’allattamento con danno alla salute della donna e del bambino, porta a un dispendio di risorse sia per il singolo che per il sistema sanitario e l’intera società.

Questi temi sono stati al centro della presentazione de “Il Codice Violato 2008″ – III rapporto sulle violazioni del Codice Internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno rilevate in Italia, svolto a Trieste l’11 novembre 2008. Il rapporto è stato presentato da Adriano Cattaneo, presidente di IBFAN Italia.

Il rapporto, elaborato dall’associazione IBFAN (International Baby Food Action Network) Italia con il contributo del Comitato Italiano per l’UNICEF, raccoglie le violazioni al Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno rilevate in Italia. Esempi di violazioni sono: distribuzioni di campioni gratuiti di latte artificiale, vendite sottocosto, pubblicità con immagini che esaltano “presunti” benefici del latte artificiale, pubblicità selvaggia di biberon e tettarelle, ecc.

Il Codice Internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno, elaborato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dall’UNICEF nel 1981, raccoglie 11 articoli per regolare il marketing dei sostituti del latte materno, con l’obiettivo di proteggere l’allattamento al seno dalla concorrenza sleale di questi prodotti.

Nonostante il Codice sia stato sottoscritto anche dalle principali aziende produttrici di sostituti del latte materno, e sia stato da tempo recepito dalle normative nazionali (in misura variabile nei diversi paesi), ancora oggi si registrano numerose violazioni in tutto il mondo, con conseguenze evidenti (i lattanti nutriti esclusivamente al seno sono pochi non solo in Italia). E’ per questo che IBFAN Internazionale, una rete di associazioni che lavora per ridurre la mortalità dei neonati e dei lattanti e garantire il loro benessere grazie alla promozione dell’allattamento al seno, si impegna a monitorare a livello internazionale le violazioni più frequenti del Codice, per fare pressione sulle compagnie produttrici e sensibilizzare i consumatori e i legislatori su questa tematica.

Ulteriori informazioni:

IBFAN ITALIA


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