Omeopatia: prove di efficacia


Il dibattito si e’ acceso nel 2005 quando “The lancet”, l’autorevole rivista scientifica, ha pubblicato un editoriale dal titolo “La fine dell’omeopatia”, sottolineando l’inefficacia di questo tipo di trattamento con trial di confronto con la medicina convenzionale. La notizia ha fatto il giro del mondo, rimbalzando su tutti i media. Le conclusioni dell’editoriale hanno fatto riferimento a sei studi clinici di medicina convenzionale e 8 studi di omeopatia, ma non e’ mai stata rivelata l’identita’ dei trial.

La nuova revisione, pubblicata sulla rivista “Journal of Clinical Epidemiology” e condotta da un gruppo di ricercatori dell’Universita’ di Berna, ha concluso che: tutti i trial di “maggiore qualita’” hanno dato risultati a favore dell’omeopatia; se alcuni trial hanno dimostrato che l’omeopatia funziona in alcuni casi, e in altri non da’ alcun risultato, significa che non c’e’ effetto placebo; infine ci sono troppi dubbi sulla chiarezza degli studi analizzati. In pratica, ci sono “evidenze deboli di un effetto specifico dei rimedi omeopatici, ma ci sono forti elementi di prova sugli effetti specifici degli interventi convenzionali”.

Ma, secondo i ricercatori, questo non significa che bisogna interpretare queste conclusioni come “la fine dell’omeopatia” in quanto solo placebo. Al contrario, ma le conclusioni dello studio dimostrerebbero che l’omeopatia funziona, anche se lievemente, in alcuni casi.

Per visualizzare la ricerca su “Journal of Clinical Epidemiology” (in inglese) clicca qui


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