Il caffè della mamma fa male al feto


Lo studio sottolinea che, indipendentemente dal consumo di alcool e di sigarette, le donne che consumano piu’ di 200 mg di caffeina al giorno (che equivalgono a 2 tazze di caffe’ tipo americano) partoriscono bambini con un peso corporeo ridotto rispetto ai neonati di donne che consumano meno di 100 mg al giorno. Ancora piu’ significativo il dato per cui ad una riduzione del consumo quotidiano di caffeina corrisponde immediatamente un recupero nel peso del neonato. “Le donne che programmano una gravidanza dovrebbero sforzarsi di cambiare le proprie abitudini e ridurre al minimo o eliminare del tutto la caffeina, prima e soprattutto durante la gravidanza stessa” afferma la Dottoressa Lidia Rota Vender, Presidente di ALT, l’Associazione per la lotta alla Trombosi che dal 1987 e’ impegnata nella prevenzione delle malattie cardiovascolari da Trombosi e nel finanziamento della ricerca scientifica multidisciplinare in questo campo della medicina.

ALT ha avviato, in collaborazione con la Regione Lombardia e con gli ospedali, un progetto sperimentale di sensibilizzazione delle donne in gravidanza affinche’ siano consapevoli delle modifiche a cui il corpo va incontro, mettano in atto misure serie per cambiare abitudini di vita pericolose e imparino a riconoscere precocemente i sintomi delle malattie da Trombosi: il programma partira’ nel gennaio 2009 in alcune citta’ italiane, per essere poi allargato ad altre regioni. “I cambiamenti dell’assetto ormonale legati alla gravidanza – ha proseguito Lidia Rota Vender – fanno della gestazione un periodo di ‘confusione’ per il sistema della coagulazione, che governa la fluidita’ del sangue. Il rischio di malattie circolatorie da Trombosi risulta quadruplicato, per tutta la gravidanza, e addirittura moltiplicato per 25 volte nel periodo immediatamente successivo al parto: su 1.000 donne gravide, una andra’ incontro a una malattia da Trombosi”. Le malattie da Trombosi possono comunque essere prevenute: “modificare i fattori di rischio legati alle abitudini di vita puo’ evitare un evento sempre drammatico, soprattutto in gravidanza”.

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