Misure anticrisi: latte artificiale gratis?


Pubblichiamo di seguito l’appello di Ibfan Italia. Per aderire all’appello visita il sito: nolattegratis.altervista.org/

“Il recente “decreto anticrisi”, passato alla Camera ma non ancora confermato al Senato, prevede tra le azioni a sostegno delle famiglie a basso reddito il rimborso per l’acquisto del latte artificiale e dei pannolini nelle famiglie con bambini fino a tre mesi di età.

Già in passato erano state proposte iniziative di vario tipo per sostenere l’acquisto del latte artificiale e avevamo già sollevato le nostre perplessità, che ribadiamo con forza, sull’opportunità dell’iniziativa (si veda in allegato la lettera spedita in data 15/09/2006 all’allora Ministro della Sanità Girolamo Sirchia).

Riteniamo che la proposta attuale, anziché aiutare le famiglie disagiate le metta in maggiori difficoltà, e ne esponiamo le ragioni qui di seguito.

Sappiamo oramai, da anni di studi e ricerche, che i bambini alimentati con latte artificiale si ammalano più spesso e in maniera più grave rispetto a quelli allattati al seno. Questo si traduce in un aumento della spesa pubblica: aumento di visite pediatriche, di ricoveri in ospedale, di acquisto di medicinali. Significa anche maggiori spese per le famiglie: anche se l’assistenza sanitaria è gratuita, la maggior parte dei contratti lavorativi non prevede congedi pagati per i genitori che si assentano per la malattia dei figli.

Un figlio ammalato significa quindi uno stipendio più basso a fine mese.

Inoltre temiamo che, fornendo latte artificiale gratuitamente per i primi tre mesi, molte famiglie inizino ad utilizzarlo proprio per la sua gratuità, senza considerare che dal quarto mese in poi questo gravoso onere sarà interamente a carico della famiglia. A fronte di un risparmio di circa 250,00 euro nei primi tre mesi, grazie al decreto anticrisi, le famiglie dovranno infatti prevedere una spesa di altri 650,00 euro fino al compimento dei 12 mesi (1); questa spesa sarebbe evitata se il bambino fosse allattato al seno.

In una famiglia a basso reddito si corre il rischio concreto che, non riuscendo a far fronte alla spesa, si ricorra ad alimentare inadeguatamente il bambino, ad esempio aumentando la diluizione del latte artificiale o ricorrendo prematuramente al latte vaccino. Queste pratiche sono estremamente dannose per la salute.

Sappiamo anche che più del 95% delle donne può allattare, a patto che ci sia un adeguato sostegno da parte degli operatori sanitari, della famiglia, della società.

Il latte materno è gratuito per sempre e assicura bambini più sani, nel breve e nel lungo periodo.

Questo sarebbe il vero risparmio, sia per le famiglie che per lo Stato.

Solo l’esigua percentuale di donne che per documentate ragioni mediche non possono allattare, in base alle indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, dovrebbe aver accesso a forniture gratuite di latte artificiale. Cosa che del resto sta già accadendo su iniziativa regionale in Toscana e Piemonte, e forse in altre regioni.

Per tutti questi motivi, proponiamo che:

– in alternativa al sussidio per l’acquisto del latte artificiale, si assegnino gli stessi fondi per un sostegno competente, da parte di operatori sanitari formati o di gruppi di sostegno mamma a mamma (La Leche League e Il Melograno, solo a titolo di esempio), all’allattamento esclusivo nei primi sei mesi e continuato in seguito con adeguata alimentazione complementare. Un’estensione della licenza di maternità per le madri lavoratrici, e un aiuto economico per quelle che non possono godere di licenza di maternità, rappresenterebbero un importante complemento al sostegno di cui sopra.

Anche per quanto riguarda i pannolini, noi proponiamo un’alternativa che sia un aiuto duraturo alle famiglie meno abbienti. La spesa per pannolini nei primi tre mesi di vita si aggira sui 100,00 euro. Con la stessa cifra è possibile acquistare dei pannolini lavabili che quindi dureranno fino a quando il bambino ne avrà bisogno, e potranno essere usati in futuro anche per fratellini o comunque per altri bambini. Ciò sosterrebbe doppiamente le famiglie a basso reddito, evitando loro di dover acquistare pannolini usa e getta dopo i tre mesi coperti dal decreto anticrisi. Ed avrebbe anche un importante beneficio di tipo ecologico. Proprio per quest’ultima ragione, molti comuni italiani (Genova, Torino, molti piccoli comuni del Veneto e della Lombardia, Vico Equense, Camigliano, solo per citarne alcuni) hanno già adottato con successo questa iniziativa, con grande soddisfazione delle famiglie e con il risultato di una significativa riduzione dei rifiuti.

Data la scadenza ravvicinata per l’approvazione definitiva del decreto anticrisi, inviamo questa lettera senza l’adesione di altri individui e associazioni. Ma confidiamo che tutti coloro che hanno sottoscritto la lettera al Ministro Sirchia sottoscriveranno anche questa. Per ottenere l’adesione, da domani renderemo pubblica la lettera ed inizieremo a raccogliere le adesioni sul sito http://nolattegratis.altervista.org

Cordiali saluti

Adriano Cattaneo – Presidente di IBFAN Italia

(1) Cifre calcolate in base al prezzo di un latte di media gamma, e cioè 24,00 €/kg per il latte di partenza e 19,00 €/kg per quello di proseguimento.


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  • Elena

    avendo già avuto un bambino posso dire la mia sul latte artificiale, in quanto non avendo potuto allattarlo,cosa che capita a più di una mamma, si deve per forza ricorrere al latte artificiale, e non per scelta!Le malattie poi sono una cosa che prima o poi il bimbo dovrà subire ed affrontare ma di quaste non si può “far sentire in colpa”una mamma perchè non l”ha allattato e pretanto il bimbo si ammala più facilamnte… il mio ha 2 anni e fin ora tranne qualche raffreddore non ha avuto nulla!!il contributo è una buona cosa visto il costo del latte artificiale.