Pediatri contro il DDL sicurezza: una grave violazione dei diritti dei minori


L’Associazione Culturale Pediatri (ACP) protesta contro il voto del Senato del pacchetto sicurezza. Sopprimere la norma che vieta ai medici di segnalare la presenza di irregolari equivale ad allontanare l’immigrato dai servizi sanitari e ad accrescere le disuguaglianze nel nostro Paese con gravi conseguenze sociosanitarie. La soppressione del “principio di non segnalazione” dell’immigrato costituisce una disastrosa regressione sociopolitica sui diritti dell’uomo e, in particolare, dell’infanzia.

“Richiamandoci alla Convezione sui diritti dei minori in Italia, riteniamo come pediatri che l’introduzione di questa norma rappresenti una grave violazione dei diritti dei minori migranti”, dichiara Michele Gangemi, presidente dell’ACP. “E’ nostra responsabilità di medici opporci a questa modifica di legge che va contro il diritto alla salute del singolo individuo e della collettività e, in particolare, il diritto alla salute del bambino e dell’adolescente”.

Insieme a molte società mediche e associazioni impegnate nel sociale, l’ACP si era unita all’appello della Società Italiana Medicina delle Migrazioni (SIMM) di ritirare l’emendamento di sopprimere un punto fondamentale del decreto 286/1998 sull’assistenza sanitaria per gli stranieri irregolari. “Un atto che porta ad un acuirsi delle disuguaglianze e delle discriminazioni con gravi conseguenze socio-sanitarie”.

Il superamento delle disuguaglianze e i problemi sociosanitari delle minoranze rappresentano una delle priorità dell’ACP. L’Associazione fa parte del Gruppo di lavoro per la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (Gruppo CRC) per il monitoraggio sulla condizione dell’infanzia in Italia. Partecipa al Tavolo di lavoro interassociativo dell’UNICEF, sugli effetti del “Pacchetto sicurezza” sui bambini e adolescenti immigrati.


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