Pedopornografia: raccomandazioni del Parlamento europeo

L’utilizzo di massa di Internet e delle nuove tecnologie coinvolge un numero sempre più alto di bambini e adolescenti, ma anche di adulti, potenziali e effettivi autori di reati a sfondo sessuale ai danni di minori. Un fenomeno in aumento, che richiama l’attenzione delle Istituzioni dell’Unione europea e dei singoli Stati, impegnati nella ricerca di strategie per combatterlo.

Proprio su questo tema si è espresso, di recente, il Parlamento europeo, che il 3 febbraio ha approvato la relazione dell’onorevole Roberta Angelilli, con la quale rivolge al Consiglio una serie di raccomandazioni per combattere lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia.

Le raccomandazioni riguardano, in particolare, la lotta contro gli abusi online, l’ampliamento delle circostanze aggravanti relative ai reati sessuali su minori, strategie per prevenire il rischio di recidiva e promuovere le denunce e misure per tutelare le vittime, anche potenziali, di abusi. L’obiettivo è quello di punire l’adescamento online dei minori a scopo sessuale (grooming) e i gestori di forum pedofili, disattivare i siti web pedopornografici, ostacolare i loro sistemi di pagamento online e promuovere l’uso di filtri per i siti porno.

Per quanto riguarda la lotta agli abusi online, si chiede, fra l’altro, agli Stati membri di adottare misure volte a ritirare da Internet qualsiasi materiale illegale legato allo sfruttamento dei bambini, e ad agire di concerto con i gestori di Internet per disattivare i siti web utilizzati per commettere, o per pubblicizzare la possibilità di commettere i reati previsti dalla decisione quadro 2004/68/GAI del Consiglio europeo del 22 dicembre 2003 relativa alla lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pornografia infantile.

In tema di recidiva, i deputati raccomandano la creazione di sistemi nazionali di gestione per gli autori di reati a sfondo sessuale che comprendano la valutazione del rischio, programmi di intervento per prevenire il rischio di recidiva e la disponibilità di terapie per gli autori di reati di questo tipo.

Per quanto riguarda, invece, la tutela delle vittime, si raccomanda, fra l’altro, di istituire un sistema di allerta per i minori scomparsi, per migliorare la cooperazione fra gli Stati dell’Unione europea. Il Parlamento invita, inoltre, gli Stati membri che non lo hanno ancora fatto a sottoscrivere, ratificare e attuare tutte le convenzioni internazionali in materia, e chiede al Consiglio di assistere gli Stati che non hanno ancora completamente attuato la decisione quadro del 2003 a farlo nel più breve tempo possibile. Si chiede anche di adottare norme comuni sul turismo sessuale, di sanzionare ogni atto sessuale con minori non consenzienti e i matrimoni forzati dei bambini.

Le raccomandazioni del Parlamento invitano a riflettere sull’entità e sulle dimensioni di due fenomeni, lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia, che assumono forme diverse in relazione all’evolversi delle nuove tecnologie, e al loro crescente utilizzo da parte dei più giovani.

Due fenomeni su cui invitano a riflettere anche alcuni dati dell’Istat e del Ministero di giustizia, elaborati dal Centro nazionale di documentazione e analisi per l’infanzia e l’adolescenza, consultabili nelle tavole allegate. I dati riguardano, rispettivamente, le denunce per alcuni reati di abuso su minori, i reati denunciati, le persone denunciate e l’attività investigativa sulla pedofilia in Internet.


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