Prodotti biologici: troppo costosi e introvabili

Sono soddisfatti della qualità del cibo che consumano ogni giorno, esprimono apprezzamento per chi mangia bio e, in gran parte, preferirebbero muoversi in bicicletta. Ecco in estrema sintesi la foto che emerge dall’indagine realizzata nel corso dell’anno scolastico 2007-2008 per “BioAlimenta il domani”, il progetto di educazione alimentare di Legambiente e Rigoni di Asiago dedicato agli alunni delle scuole secondarie di primo grado.

2.200 le classi partecipanti al progetto, oltre 1700 le schede complete compilate da famiglie e alunni su atteggiamenti, abitudini alimentari e consumo di prodotti biologici, raccolte da Legambiente, in un sondaggio da cui emerge che l’81% delle famiglie intervistate sono convinte che si faccia un eccessivo uso di pesticidi in agricoltura e che si utilizzi troppa energia per produrre frutta e verdura fuori stagione (69%).

La maggior parte delle famiglie dichiara poi di essere soddisfatta della qualità del proprio consumo alimentare, che prevede l’uso di ingredienti biologici. Il 57% del campione fa parecchio attenzione alla provenienza del prodotto alimentare e ben l’80% ritiene ci sia un uso eccessivo di imballaggi superflui.

Dal campione emerge anche una discreta sensibilità rispetto alle problematiche sociali con un 79% degli intervistati che considera l’eccessivo uso delle risorse da parte dei paesi industrializzati quale causa della disparità economica tra Nord e Sud del mondo. L’83% pensa di poter incidere sulle imprese e i meccanismi economici con le proprie scelte d’acquisto e si dichiara disponibile ad aumentare il consumo di prodotti biologici per contribuire a salvaguardare l’ambiente (82%). Più della metà (54%) delle famiglie coinvolte nell’indagine poi, ritiene scarsa e inadeguata l’etichettatura dei cibi, contro un 37% che invece pensa sia corretta.

Tra le cause del limitato consumo di prodotti biologici, oltre la metà del campione (56%), indica il prezzo troppo elevato mentre un 14% segnala la difficoltà di reperimento e un altro 14% la scarsa sensibilità dei consumatori.

L’indagine dedicata specificatamente agli alunni ha rivelato invece che pur essendo soddisfatti della qualità del proprio consumo alimentare (58% abbastanza, 21% molto, contro un 12% che sceglie la risposta poco e un 2% per niente), apprezzano il consumatore biologico (42%) e credono sia da imitare (54%). L’etichetta sembra non essere viene sottovalutata neanche dai ragazzi che nel 41% dei casi dichiara diprestarvi attenzione, come pure la zona di provenienza a cui fa caso il 36% di loro. E una certa sensibilità per la sostenibilità ambientale emerge anche nella scelta dei mezzi per andare a scuola; i ragazzi infatti preferiscono andarci in bicicletta nel 40% dei casi e a piedi nel 30%, anche se il 17% dichiara di prediligere l’automobile.

Il biologico e il suo utilizzo nelle mense scolastiche saranno invece al centro dell’edizione 2009 di “BioAlimenta il domani” con un percorso educativo dedicato agli studenti e un’indagine rivolta agli istituti per capire quali criteri alimentari utilizzano nella scelta dei pasti per gli alunni.

Dall’asilo nido alla scuola d’infanzia, dalla scuola primaria alla secondaria di primo grado, è tra i banchi di scuola ed i tavoli della mensa che i bambini possono iniziare ad acquisire le conoscenze per un sistema alimentare equilibrato e vario. Per questa ragione Legambiente e Rigoni di Asiago con l’indagine di “BioAlimenta il domani 2009″ andranno a verificare l’interesse di istituti scolastici e amministrazioni pubbliche ad orientare i ragazzi verso scelte di consumo sicure per la salute e socialmente sostenibili.

Approfondimenti:

Percorso didattico Bioalimenta il domani


Potrebbero interessarti anche