Aumenta il rischio per le mamme giovani di anomalie cromosomiche


La conseguenza? Il rischio di anomalie cromosomiche nelle gravidanze al di sotto di 35 anni è molto più elevato del previsto. Lo studio è stato effettuato dal gruppo di Genetica medica del Policlinico di Modena in collaborazione dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) e la partecipazione della quasi totalità dei laboratori di citogenetica italiani.

Dai dati analizzati emerge che il numero delle diagnosi ha subito in aumento del 15% l’anno a partire dal 1995 e che la spesa complessiva sostenuta dalle donne con meno di 35 anni si aggira tra gli 80 e i 100 milioni (per un costo dei test compreso fra 700 e mille euro).

Questo perché i test non sono gratuiti per le donne al di sotto dei 35 anni. Con dati alla mano, gli esperti sottolineano che alla luce di ciò, bisognerebbe offrire “gratuitamente alle donne di tutte le età l’accesso ai test non invasivi” (bi-test e rilevazione della plica nucale), che si eseguono entro l’undicesima settimana di gravidanza. Solo successivamente, in caso di esito positivo, si procederebbe ad esami più invasivi.


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