Mercurio: per i termometri no, per i denti sì?

Considerando le tante fregature prese dall’Unione Europea (introduzione dell’Euro in testa a tutte…), ogni volta che tirano fuori un’altra delle loro idee viene ormai il sospetto che vogliano fregarci ancora, o quantomeno che non ce la dicano tutta.

Ma non tutti i mali vengono per nuocere: se oggi sappiamo che il mercurio inquina e che è tossico, dobbiamo ringraziare la sparizione dei termometri.

Se poi è importante sapere che il mercurio è tossico, ancora più importante sarebbe accorgersi che la maggior parte del mercurio con cui veniamo a contatto non è quello dei termometri che si rompono: in realtà, molti di noi ce l’hanno attaccato addosso, sui denti, sin da bambini.

Consideriamo altri fatti: esistono filtri per maschere antigas per proteggersi dai vapori di mercurio. Io lo so perché sono uno dei pochi dentisti che utilizza la maschera per rimuovere le otturazioni di amalgama ( quelle nere, di metallo, che la gente chiama piombature ), per non intossicarmi mentre lavoro.

È inoltre stabilito per legge il limite di concentrazione di mercurio nelle acque dei laghi: al di sopra di una certa soglia non si può pescare.

Ma allora è proprio vero che il mercurio fa male? Sembra di sì. E allora, sorge spontanea la domanda, perché non parlano in televisione anche del mercurio dei denti? Perché non varano una legge che bandisca per sempre il mercurio dentale, in particolare per i bambini, che già si beccano quello dei vaccini?

A queste domande saprei rispondere solo con argomenti politicamente scorretti, per cui eviterò di farlo non per evitare pericoli personali, ma per non perdere tempo, visto che certamente non servirebbe a far riflettere i governanti delle nostre belle società democratiche, accomunati dal totale disinteresse per l’opinione della gente.

Basti qui dire che, nel 1997, un gruppo di pazienti tedeschi avvia una causa penale contro una multinazionale che produce amalgama, la Degussa. La perizia dei professori dott. O. Wasserman, dott. M. Weitz e libero docente dott. Alsen-Hinrichs dell’Università di Kiel, richiesta dal pubblico ministero E. Schöndorf della Procura presso il Tribunale di Francoforte, ne ha dimostrato la tossicità. Per evitare la causa penale, la Degussa si è impegnata a finanziare con 1.5 milioni di vecchi marchi la ricerca su materiali alternativi per restauri dentali.

La Svezia è stato il primo paese a dare ai suoi cittadini l’opportunità di rimuovere le otturazioni gratuitamente con un protocollo di protezione.

In Italia l’uso delle otturazioni in amalgama è regolato dal decreto ministeriale del 10 ottobre 2001, che è in parte controverso perché, da una parte, dice di evitare per prudenza la posa e la rimozione dell’amalgama in pazienti con “allergia all’amalgama” e, dall’altra, indica, negli stessi casi, la rimozione dell’otturazione ma senza dare le specifiche sul protocollo da seguire.

In realtà, la stessa diagnosi dell’”allergia all’amalgama” è piuttosto complessa perché non è un tipo di reazione che produce anticorpi, come accade negli allergeni più comuni (acari o pollini). Voglio dire che a noi dentisti è stato detto di evitare l’amalgama nei soggetti allergici ( dunque siamo stati avvisati ufficialmente dalle istituzioni ), ma non ci hanno detto come individuare i suddetti allergici. Così in caso di allergia provocata ci va di mezzo il dentista ma non l’istituzione, che lancia il sasso ma nasconde la mano ( perché, ripeto, all’università di odontoiatria non si menziona nemmeno l’esistenza dell’allergia all’amalgama ).

In cosa consiste questa presunta tossicità dell’amalgama contenente mercurio? Si può riassumere con un’affermazione del prof. Rehberg, collaboratore presso un’altra ditta produttrice di amalgami, la Bayer AG, che illustrò il concetto nel settembre 1982 nella “Monografia sulle amalgami odontoiatriche convenzionali” (approvata dalla Commissione B-9 del BGA, Ufficio Federale di Sanità, Germania ): “Una delle cause che generano gli svantaggiosi fenomeni menzionati nelle otturazioni d’amalgama presenti nella bocca per più tempo, quali ad esempio il cambiamento di colore e rotture sull’orlo, consiste nella corrosione elettrochimica. Tramite essa possono, inoltre, sprigionarsi ioni metallici, i quali, secondo la quantità, mostrano effetti locali e sistemici sull’organismo”.

Quanto ai bambini, se proprio è necessario far loro un’otturazione, meglio non usare l’amalgama di mercurio. I materiali resinosi oggi più diffusi sono altrettanto validi quanto ad efficacia, e sono molto meno tossici.

Quanto ad amalgame già presenti sui loro dentini, la loro rimozione è consigliabile se risulta un’intossicazione cronica dovuta alla loro presenza, rilevabile con strumenti di diagnosi bioelettrica ( tipo Vegatest ). Se tale intossicazione non risultasse, meglio lasciarle sul dentino ( che poi, se da latte, cadrà da solo ), perché la rimozione di tali otturazioni comporta sempre la liberazione di vapori di mercurio, che non tutti i dentisti sanno come contenere o assorbire.

Infine, un po’ di buon senso: come non è tutto oro quel che luccica, così non tutto quello che si dice tossico fa male. Dipende dalle quantità. Così il mercurio, a concentrazioni omeopatiche, è addirittura curativo: il mercurius solubilis serve infatti a trattare acciacchi come gli ascessi dentari, le gengiviti, le afte, le otiti e le farigotonsilliti, ecc.

di Andrea Di Chiara, odontoiatra

Presidente di AIPRO, Associazione Italiana per la Prevenzione della Respirazione Orale

Per ulteriori informazioni e per i consigli preventivi e terapeutici del caso invitiamo a consultare il sito dell’AIPRO, Associazione Italiana per la Prevenzione della Respirazione Orale, www.aipro.info


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