Relazione comportamentale tra allattamento materno e riduzione del rischio obesità


Si è inoltre constatato che l’allattamento aiuta a prevenire l’obesità in età adulta, ma le ragioni di tale nesso restano sconosciute. Per individuare la relazione tra allattamento materno e obesità la prof.ssa Katherine F. Isselmann, dottoranda presso il Dipartimento di Sanità pubblica della Temple University ha messo a confronto le modalità di somministrazione del nutrimento adottate dalle madri che allattavano al seno con quelle delle madri che avevano scelto il biberon, e ha successivamente preso in esame le abitudini alimentari dei figli in età prescolare di entrambi i gruppi.

Nello studio preliminare presentato in occasione del congresso annuale dell’American Public Health Association tenutosi lo scorso 28 ottobre, la prof.ssa Isselman e i membri del consiglio di facoltà del Dipartimento di Sanità pubblica del College of Health Professions hanno osservato più di 120 madri che avessero allattato al seno o utilizzato il biberon per la somministrazione del proprio latte – estratto con un tiralatte – o di latte formulato.

Da tale studio è risultato che i neonati allattati al seno si accorgevano con maggior facilità di essere sazi. I bimbi a cui era stato somministrato latte materno con il biberon non erano ancora in grado, in età prescolare, di riconoscere il segnale di sazietà. È altresì emerso che i soggetti con minor risposta al segnale di sazietà avevano un maggior indice di massa corporea (BMI).

La prof.ssa Isselman sostiene che tali risultati starebbero ad indicare una relazione comportamentale tra allattamento materno e prevenzione dell’obesità, rappresentata del fatto che i bambini allattati al seno sviluppano un rapporto più positivo nei confronti del cibo, rapporto che contribuisce a prevenire l’obesità in età adulta.

“Le madri che allattano al biberon molto spesso si concentrano su un quantitativo fisso di latte per poppata o giornaliero”, aggiunge la Isselmann, “quindi tendono a regolarsi in base al biberon piuttosto che secondo i segnali di fame e sazietà inviati dallo stesso neonato”.

Con l’allattamento materno – prosegue la Isselmann – non è possibile quantificare i millilitri di latte assunti dal bambino. Ne risulta che le madri imparano a riconoscere quando il proprio bambino è sazio, e il bambino impara a sua volta a sviluppare un proprio segnale interno di sazietà.

Qualora si decidesse di non allattare al seno, il consiglio della prof.ssa Isselman è quello di incoraggiare le madri che scelgono il biberon ad adottare modalità di somministrazione del nutrimento più a misura di neonato, come avviene per l’allattamento materno.

“Il principio della quota fissa giornaliera di latte non è lapidario nei bambini in crescita. Ci sono giorni in cui mangiano di più, e giorni in cui mangiano meno”, conclude la Isselman.

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Articolo adattato da Medical News Today dall’originale comunicato stampa – Traduzione di Beatrice Cerrai


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