Attività fisica in gravidanza per bimbi più intelligenti

Contraddicendo le convinzioni comuni secondo cui l’80% dell’intelligenza è determinato dall’ereditarietà, Richard Nisbett, psicologo e padre di due figli, sostiene che tale studio attribuirebbe alle madri un ruolo chiave: i padri, presenti o assenti che siano, avrebbero un’incidenza relativamente modesta sull’intelligenza della prole.

In una recente pubblicazione, Intelligence and How To Get It, Nisbett mette in evidenza l’importanza del ruolo materno nello sviluppo delle capacità di apprendimento e di ragionamento dei figli, già subito dopo il concepimento.

“I bambini nati da donne che hanno svolto un’attività fisica quotidiana di 30 minuti nei test di intelligenza ottengono otto punti in più rispetto ai figli di donne tendenzialmente sedentarie”, riferiva Nisbett la settimana scorsa. “L’allattamento materno fino al nono mese aggiungerebbe altri 6 punti al QI”.

Le madri delle generazioni passate venivano scoraggiate dal praticare attività fisica dopo il primo trimestre di gravidanza. Quest’ultimo studio indicherebbe che pesi leggeri, stretching e persino la corsa avrebbero effetti benefici, se non per tutte, per molte future madri.

Le raccomandazioni ufficiali diffuse in Gran Bretagna sostengono che più una donna in gravidanza si mantiene attiva e in forma, migliore sarà il suo adattamento alle nuove forme e all’aumento di peso, oltre che alla fatica.

“L’allenamento dei gruppi dei muscoli larghi aumenta il numero dei neuroni e l’afflusso di sangue al cervello” scrive Nisbett. Esercizio fisico e allattamento – aggiunge – portano il QI-tipo di un bambino a circa 114, 14 punti oltre la media.

Inoltre, Nisbett sostiene che la crescita del QI sarebbe determinata anche dal modo in cui le madri si rivolgono ai figli.

Ai genitori si consiglia di porre domande di cui i bambini conoscono già la risposta, chiedendo loro, nel caso, di spiegare come ne siano venuti al corrente. Ciò stimolerebbe i piccoli a cercare la risposta ai propri quesiti.

Nisbett esprime il proprio apprezzamento soprattutto nei riguardi delle famiglie medio-borghesi che praticano quelli che lui definisce “esercizi anticipatori”, nei quali viene chiesto ai bambini di formulare previsioni, quali ad esempio il punto di riemersione di un’anatra che si è immersa in uno stagno.

Inoltre sostiene che, al termine di un compito, i piccoli andrebbero lodati per il duro lavoro svolto, senza limitarsi a dir loro “bravi”, poiché il duro lavoro è un elemento sul quale i bimbi hanno il controllo.

Queste idee iniziano a prender piede. In Texas si sta insegnando alle madri come creare un ambiente domestico “educativamente ricco” per i propri figli, in modo particolare durante le vacanze estive.

E’ parere di Nisbett che anche la scelta della scuola conti: egli esprime il proprio apprezzamento per Kipp, o Knowledge Is Power, scuole private in fortissima espansione negli Stati Uniti, in cui si insegna ai bambini e alle madri appartenenti ai ceti più indigenti delle aree urbane a studiare 12 ore al giorno, con un brevissimo periodo di vacanza.

Il QI degli iscritti a Kipp è lo stesso degli alunni delle scuole private più costose.

Articolo tratto dal Sunday Times, pubblicato da The Times of India

Traduzione di Beatrice Cerrai


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