Frederick Leboyer: il poeta della nascita

Ecco un brano tratto dal suo capolavoro “Per un nascita senza violenza” :

“Lasciate stare il bambino. Lasciatelo fare.

Voi siete degli zotici. Voi non capite più nulla dei misteri.

Il bambino viene dal mistero e sa.

Gurdatelo, sta avvicinandosi alla riva. Le onde lo spingono ancora. Lo sollevano in alto, sopra la rena. E finalmente lo posano.

Eccolo libero. E terrorizzato di esserlo

Non intervenite. Lasciatelo stare. Lasciatelo fare. Lasciategli il tempo.

Il sole si alza forse di colpo ?

Tra il giorno e la notte non indugia forse l’alba incerta, e la lenta, maestosa gloria dell’aurora ?

Lasciate alla nascita la sua lentezza e la sua gravità.

Questo momento miracoloso che ci sfugge è come la fine del sonno: si dorme. Eppure, di colpo, ci si rende conto “Oh, sto per svegliarmi”.

Si è tra due mondi.

Un piede s’attarda e corre per il giardino dei sogni. L’altro batte contro la sponda del letto !

E ciò ha una durata ?

Chi può dirlo ? E’ al di là del Tempo.

Questo giardino dell’”aldilà” è il giardino da cui viene il bambino. ”

Elena Balsamo


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