Piccoli “cittadini” e “disturbi da carenza di natura”


Tanto da determinare lo sviluppo di un nuovo disturbo comportamentale, sempre più diffuso, definito da Richard Louv – autore de L’ultimo bambino dei boschiNature deficit disorder, ossia letteralmente “disturbo da carenza di natura”.

Nei suoi dieci anni di indagini in giro per gli Stati Uniti, durante i quali ha raccolto la testimonianza di genitori e bambini abitanti sia in zone rurali che nelle grandi aree urbane, Louv ha scoperto che la popolazione più giovane passa in media 44 ore settimanali davanti a tv, pc e videogiochi, conoscendo più titoli di videogame che nomi di piante, fiori, insetti.

Le conseguenze di tali abitudini? La maggiore esposizione al rischio di depressione infantile, ansia e disturbi dell’attenzione. Non solo: lo scarso contatto con flora e fauna determina un certo timore nei confronti della natura e, spesso, la mancanza di rispetto per l’ambiente e per gli animali.

Anche i genitori non vengono risparmiati dai disturbi presenti nei loro figli, i quali, tuttavia, risultano più vulnerabili perché meno “equipaggiati” per difendersi dall’attacco di ansia e depressione.

Tuttavia Louv suggerisce una via di uscita: impegnarsi a trovare occasioni per trascorrere momenti piacevoli in famiglia all’aria aperta, lontano dai centri urbani, e per un tempo sufficiente a fare davvero il “pieno di natura”.

In mancanza d’altro, andranno bene anche i parchi cittadini.

Fonte: Bimbinsalute.it


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