Sempre più dura conciliare lavoro e famiglia!


I risultati? Solo una candidata su quattro non si è mai trovata costretta a fare rinuncie professionali per i figli; il 19% delle intervistate ha dovuto dire di no a un’occupazione che le teneva troppo lontane dalla famiglia (per orari e trasferte); il 16% ha rinunciato per l’eccessiva distanza da casa del posto di lavoro; il 18% ha fatto richiesta di riduzione dell’orario; infine il 22% ha deciso di smettere di lavorare per dedicarsi ai figli.

Sul fronte delle aziende, il 75% degli intervistati (appartenente al dipartimento Human Resources delle aziende prese in esame) ha dichiarato la propria stima e ammirazione per il grosso sforzo di conciliazione tra lavoro e famiglia compiuto dalle madri lavoratrici. Attestazioni di stima che mal si conciliano con le scarse politiche di sostegno alla maternità adottate dalle aziende stesse: orario flessibile concesso solo dal 25% di esse, così come per il part-time. Il restante 50% non ha adottato alcuna politica di sostegno alla maternità!

Per quanto riguarda le mansioni svolte dalle madri che lavorano, nel 17% dei casi le mamme ricoprono oltre la metà dei ruoli di responsabilità in azienda, nel 42% ricoprono meno della metà dei ruoli di responsabilità (tra il 20% e il 50%) e nel 17% dei casi i ruoli di responsabilità affidati a una mamma che lavora sono meno del 20%. Nel 24% dei casi le mamme che lavorano non ricoprono alcun ruolo di responsabilità.

Infine, al 16% delle aziende intervistate da InfoJobs (ma in alcuni casi al 42%) è capitato di dover rinunciare a una candidata perfetta perché non sapeva a chi affidare i propri figli.

Fonte: DGMag.it


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