Sempre più mamme over 40: il primato italiano va alla Sardegna


Questi i risultati resi noti dalla “Population and Development Review”, secondo cui negli ultimi 25 anni si è assistito a un incremento della maternità oltre gli “anta” in tutto l’Occidente.

Secondo Francesco Billari, autore dell’articolo di riferimento, demografo e direttore del Centro Dondena per la ricerca sulle dinamiche sociali dell’Università Bocconi, “il continuo rinvio della prima maternità si rivela una delle cause principali della bassa fecondità del mondo occidentale”.

I motivi di tale rinvio? Soprattutto socio-economici: la precarietà in ambito lavorativo condiziona le famiglie che, per tale ragione, si ritrovano a mettere al mondo, dopo i 40 anni, figli unici.

Purtroppo, il ritardo della maternità pone diversi limiti sociali e biologici: biologicamente, infatti, l’età “migliore” per la donna sarebbe quella compresa tra i 18 e i 25 anni, mentre socialmente il periodo più favorevole risulterebbe quello dei 30-35 anni.

Una gravidanza oltre gli “anta” presenta difficoltà oggettive, oltre a una percentuale di fallimento dell’85% e al crescente rischio di infertilità registrato dopo i 35 anni.

Secondo Emilio Imparato, ex-presidente della Società italiana di ginecologia e ostetricia, “la fertilità femminile diminuisce drasticamente dopo i 40 anni. E’ un indiscutibile dato di fatto che deve portare a considerare con grande attenzione la procreazione per le ultraquarantenni. Salvo casi particolari, per il ginecologo e’ eticamente e professionalmente corretto, dunque, non incentivare le gravidanze dopo gli ‘anta’ per i provati rischi sia per il bambino che per la donna”.

Fonte: Sardegna Sociale


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