Solidarietà tra mamme: occhio alla spirale della “madre perfetta”


La vedevo incedere lenta, gli occhi bassi, la testa china, come se il pancione della seconda gravidanza fosse già un peso troppo grande da portare. Quella “stanchezza” non se n’è mai andata, e la pesantezza di quel secondo figlio troppo impegnativo, troppo vivace, “troppo” insomma non manca mai di esprimerla, a volte sospirando, altre volte indispettita.

“Ma proprio a me doveva capitare ‘sto figlio?!”, era e resta il suo refrain, pronunciato mentre con la mano, e con gli occhi, accarezza tenera e orgogliosa il suo primogenito, così tranquillo, posato, timido – certo, forse troppo, ma tanto gestibile, sin da piccolissimo!

Le mamme fuori dall’asilo – ora da scuola – l’ascoltano, facendo sì col capo. “Uh, come ti capisco!”, dicono certe. “Ma è normale che un bimbo voglia giocare ed esplorare!” ribattono altre, e a me sembra che si faccia tutte un po’ a gara a chi dà il miglior consiglio, a chi ha più esperienza, a chi se la cava meglio… insomma, a chi è la mamma migliore.

Intanto il “piccolo terremoto” cresce, e bisogna ammettere che è un bimbo proprio simpatico, vivace, una scheggina tutta pepe che si arrampica, corre, salta… non c’è tempo di aspettare, l’impazienza di lanciarsi in nuove avventure è indomabile! Né più né meno come tutti i cuccioli di due anni sani e curiosi.

La sua mamma, però, è sempre più stanca, spenta, insoddisfatta… Io che la frequento quotidianamente (il suo primogenito è compagno di classe del mio primo figlio) a volte riesco a prestarle ascolto, ma altre confesso di non reggerne il continuo lamento, quel tono di polemica e di sconfitta al contempo, quell’amarezza e delusione…

“Ma come?!? – sbotto tra me e me, o con le altre mamme comuni conoscenti “Lei ha tutto: madre e padre che le curano i bambini, tanto che ha potuto tenersi il lavoro, e che l’aiutano, le portano il figlio più grande al mare… Cos’ha da lamentarsi? Che è troppo faticoso gestire due bambini quando i nonni vanno “in vacanza”? COSA DOVREI DIRE IO, ALLORA, CHE NON HO E NON HO MAI AVUTO NESSUN AIUTO DA CHICCHESSIA?”

Ecco che ci sono caduta, com’è potuto succedere?! Anch’io, mio malgrado, sono entrata nella spirale della mamma “più” perfetta, quella che “perchè io allora…, cos’ ho dovuto fare io…, se fossi stata io tanto fortunata…”, e giù commenti, giudizi, classifiche di meriti e virtù. Un’amara spirale che mostra quanto sia difficile persino la solidarietà e la comprensione tra mamme, tutte prese a dimostrare qualcosa, poco inclini ad accettare le debolezze e i limiti di “colleghe” diverse da sé, con altre esperienze e altri vissuti.

Io lo so perché non riuscivo a prestare ascolto ai messaggi “politicamente scorretti” – nei contenuti e nei toni – dell’amica “insoddisfatta”: mi sbattevano inesorabilmente in faccia disagi di un passato tutto sommato recente, questioni che avevo dovuto affrontare – con dolore – pure io, lotte combattute alla cieca, né vinte, né perse.

Ora che l’ho ammesso a me stessa, guardo quella mamma e il mondo intorno a lei (i suoi bimbi, la sua famiglia) con occhi diversi, e nel mio piccolo mi sforzo di far riferimento al mio vissuto per darle qualche “dritta” e far breccia in lei, così da mostrarle la sua esperienza e le sue difficoltà da una prospettiva diversa, più ottimistica.

Io non sono, né sono stata, migliore di lei, non sono meglio di tante altre madri in difficoltà: è bello e duro per tutte questo “mestiere”, che ti costringe a fare i conti con te stessa, con le tue priorità, le tue fragilità, spesso con certi nodi irrisolti della tua esistenza…

Se nel tuo vissuto c’è sofferenza, un figlio ti costringe a farci i conti a muso duro, e può capitare che lo si odi per questo… Forse dovremmo sospendere il giudizio, verso noi stesse e verso le “colleghe”, mettendoci in ascolto a cuore aperto.

Intanto, quella mamma si sta spegnendo sempre di più: gli occhi tristi e il viso scavato sono un urlo che non può cadere inascoltato. Vorrei tanto tenderle la mano, da mamma. E basta…

Beatrice Cerrai


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  • giovanna

    brava..anzi bravissima.
    Complimenti per il tema affrontato e per la semplicità efficace del messaggio.
    grazie

  • ANTONELLA

    Il problema è che ci identifichiamo spesso nel ruolo di mamma super perfetta, purtroppo questo è successo anche a me di giudicare altre madri, nonostante ogni giorno della mia vita continuo a chiedermi se sono o no una buona madre per mia figlia..Sono d”accordo al fatto che dobbiamo smettere di giudicarci per poi non doverlo fare con le altre. Accettiamo per quello che siamo, perdoniamoci i nostri errori e forse comprenderemo con più facilità che siamo umane perciò fragili e spesso vulnerabili, ma abbiamo tanto da dare il nostro amore che penso sia unico….Antonella

  • Cosetta

    Sul fatto che provare a dare un consiglio sia ergersi a “madre perfetta” non sono d”accordo però.
    Tra l”altro io tutta questa mancanza di solidarietà, son sincera, non la vedo nelle mamme che mi circondano.

    Dare qualche giudizio poi succede, è umano, si fa su tutto e non solo sul modo di comportarsi delle altre mamme (anche qui non è che si pretende troppo da se stesse e dagli altri? è possibile non giudicare mai un comportamento altrui?)

    Paradossalmente comunque i giudizi vengono molto più spesso da chi genitore non è, o ha figli ormai adulti, che dalle altre mamme.