L’educazione finanziaria dei piccoli italiani


Forte della sua esperienza di procuratore speciale della finanziaria Perseo SpA (holding di investimenti), nonché di segretario generale della Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, la sen. Leddi propone che il ministro dell’economia e delle finanze Giulio Tremonti, di concerto con quelli dell’istruzione e dello sviluppo economico Gelmini e Scajola, istituisca un comitato, composto da rappresentanti del sistema bancario e altri esperti, per «programmare e promuovere iniziative di sensibilizzazione ed educazione finanziaria», così che i cittadini possano «utilizzare in maniera più consapevole gli strumenti e i servizi finanziari offerti dal mercato». Secondo la sen. Leddi, quando tante famiglie hanno bruciato i loro risparmi investendoli in azioni Cirio o Parmalat, in obbligazioni argentine e in altri titoli tossici privi di valore, ciò non è dipeso dal fatto che essi erano garantiti dalle più importanti banche e agenzie di rating, ma da una insufficiente educazione finanziaria delle famiglie.

A questa carenza intende rimediare, con il disegno di legge, la sen. Leddi. Poiché l’educazione finanziaria deve partire dall’infanzia, essa potrà essere inserita tra le attività didattiche fin dalla scuola elementare (non escludendo che poi sia introdotta anche all’asilo). Il primo passo sarà quello di sviluppare «le abilità necessarie per l’insegnamento dell’educazione finanziaria». A tal fine, il ministero dell’istruzione provvederà alla «formazione sistematica degli insegnanti», tramite corsi tenuti dagli esperti del comitato. Il tutto a spese delle scuole, in quanto il costo dei progetti sarà a carico dei soggetti pubblici e privati che li realizzano. Le scuole potranno, però, cercare finanziamenti esterni presso banche e altre istituzioni finanziarie, interessate a diffondere questo tipo di «educazione».

Secondo il progetto, gli «educatori» andranno nelle classi, a spiegare a bambini di 6-11 anni che cos’è e come funzionano le Borse valori, che cosa sono le azioni e le obbligazioni. Il tutto, ovviamente, in termini estremamente semplificati, da cui però dovranno emergere la bontà e l’utilità del sistema finanziario. Proprio nel momento in cui esso ha rovinato altri milioni di piccoli risparmiatori, ha fagocitato dalle casse pubbliche altri migliaia di miliardi di dollari ed euro destinati al «salvataggio» dei colossi finanziari che hanno creato la bolla speculativa, e ha innescato una crisi economica globale che ricade sempre più pesantemente sulle famiglie. La sen. Leddi è però fiduciosa: con il suo «modello di educazione finanziaria» si potrà formare, a partire dalla scuola, una nuova leva di sostenitori del sistema. E magari i baby esperti di finanza, invece di spendere la paghetta settimanale in cose futili (come una tavoletta di cioccolato), la potranno accumulare per investirla in futures sul cacao dell’Africa occidentale, sapendo che con il lavoro dei bambini-schiavi si può realizzare un alto saggio di profitto e che il ricavato può essere messo al sicuro nel paradiso fiscale delle Cayman.

Articolo tratto da Il Manifesto


Potrebbero interessarti anche