Il baby blues: quei giorni difficili dopo la nascita del bimbo


Quando si rientra a casa con il pargoletto – senza il libretto delle istruzioni!! – la situazione che va emergendo non è esattamente delle più facili. La pancia è vuota, tutta l’attenzione che prima veniva riversata verso la donna incinta adesso è all’improvviso convogliata verso questa nuova creatura, alla quale anche la mamma stessa si deve abituare. Quello che noi comunemente chiamiamo istinto materno è l’istinto di protezione che noi come primati abbiamo naturalmente verso i cuccioli della nostra specie. Se così non fosse, avrebbero poche probabilità di sopravvivere. Il fatto che i cuccioli siano così carini tondi e con gli occhi grandi ci favorisce il compito.

Ma torniamo alle mamme. Quando il bambino è appena nato, specialmente se è il primo, lo scombussolamento fisico e psicologico è di grande portata. La neo-mamma si trova a fronteggiare tutta una serie di nuovi compiti, la cura del bambino, ma anche e soprattutto mettere le basi del futuro rapporto di intimità, di amore con il piccolo. Tutto questo lavoro spesso le donne lo danno per scontato, credendo che tutto verrà naturalmente. E’ chiaro che le risorse per diventare mamma ogni donna le ha dentro di sé, ma è necessario un ambiente favorevole perché possa valorizzarle e compiere il passaggio da gravida a neo mamma nel migliore dei modi.

Sembra inoltre che una delle cause del baby blues sia il calo improvviso degli ormoni progestinici causato dall’espulsione della placenta che provoca uno scompenso dello stato emotivo.

In questa fase, molto delicata e stressante, è necessario che la mamma abbia un supporto sia materiale che emotivo. A questo proposito, bisogna sapere che durante la gravidanza e il puerperio le donne sono molto sensibili alla qualità delle relazioni con gli altri, familiari, amici e anche tutti gli specialisti con sui si trovano a che fare. Avere quindi delle relazioni di qualità, dove ci sia accettazione e accoglienza, diventa importantissimo, anzi determinante. Poter esprimere ciò che si ha dentro senza essere giudicate o criticate è ciò che aiuta a calmare, sdrammatizzare quei momenti in cui sembra che non sia possibile farcela, in cui ci sentiamo stanche, inadeguate, tristi e tanto altro. Per starci accanto gli altri non hanno bisogno di darci consigli, a meno che noi non li chiediamo, ma semplicemente di regalarci un po’ del loro tempo e in silenzio accogliere il nostro mondo. La fiducia è fatta anche di silenzio, di presenza che acquieta.

Il baby blues è una condizione temporanea, assolutamente non patologica, di up and down emotivo, di grande vulnerabilità, che di solito si ristabilisce dopo pochi giorni. Se continuate a percepire questo disagio per settimane cercate l’aiuto di uno psicoterapeuta, non aspettatevi di farcela da sole, rischiate di farvi del male e di farne al vostro bambino. Soprattutto non sentitevi in colpa per non essere una buona madre, considerate che tantissime donne si trovano nella stessa condizione, e accettare quello che provate è il passo giusto per cominciare a cambiare.

Silvia Giani


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