Inquinamento acustico: scuola e famiglia ormai impraticabili


La disfonia è un disturbo in crescita quanto il rumore assordante, un pericolo che – spiega Silvia Magnani, foniatra e autrice de “Il bambino e la sua voce” (Franco Angeli editore) – “non coinvolge solo il mondo dell’infanzia. Oggi sono più che mai a rischio tante categorie. I cronisti sportivi, prima di tutto, gli allenatori, gli operai dei cantieri e dell’industria, chi lavora in strada o in ufficio con fotocopiatrici o strumenti rumorosi che producono decibel a tutto spiano. Ma oggi stressiamo le nostre corde vocali anche nella vita quotidiana: per esempio quando, camminando, parliamo al telefonino e siamo costretti a gridare per superare la confusione che ci sovrasta. Non c’è solo il traffico che ci obbliga a esprimerci a voce alta ma anche i rumori di bar, ristoranti, pub e luoghi di ritrovo”.

L’overdose di rumori assordanti ci colpisce già dalla nascita, se non addirittura durante la gestazione, in case dove radio, televisori, voci e modalità di comunicazione sono perennemente al massimo del volume, e strade acusticamente impraticabili. “Il bambino – dice la specialista – acquisisce modalità di espressione analoghe alle nostre. Per farsi sentire in un ambiente così inquinato è costretto non solo ad alzare i toni ma anche, è uno dei rischi maggiori, a parlare con un ritmo accelerato e con pochi rifornimenti d’aria. La disfonia infantile nasce anche da questo”.

La soluzione? L’igiene vocale si apprende in casa, come le abilità sociali e le autonomie personali: sarebbe bene evitare di parlare da una stanza all’altra, dal garage alla cucina, nella tromba delle scale, dalla finestra rivolti vero la cantina, cucendosi la bocca durante un impegnativo sforzo fisico, e non incentivando i giochi rumorosi.

E a scuola? Nelle nostre aule l’urlo sembra la prassi, dagli insegnanti ai bidelli. Tuttavia se gli alunni si esprimono con toni alti ed esagitati, meglio risponder loro in modo pacato e discreto, magari attraverso modalità “alternative” quali i gesti e la mimica. Sarebbe bene insegnare agli alunni regole di comportamento precise per l’espressione in pubblico, e che una “bella” voce, suadente e morbida, è un ottimo biglietto da visita nella vita personale e professionale.

Insomma, insegnare la bellezza del parlare senza urlare e senza fretta… una vera rivoluzione delle nostre abitudini!

Fonte: La Stampa.it


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