Ma chi gliel’ha fatto fare?!?!

I sorrisi di circostanza si sprecano, con visi in pratica divisi a metà: occhi strabuzzati – o semplicemente sguardo attonito – sopra; bocca tirata in un ghigno imprecisato, sotto. Per non parlare poi dei commenti di facciata: “Oh, che bello… ma sì, dai, che crescono tutti insieme!”, “Tanto gli altri sono grandicelli, ti daranno certo una mano…”.

Poi, in altra sede, in assenza della “malcapitata”, le battute sono ben diverse, e spesso non ci si risparmia neppure di farle i conti in tasca! “Certo, lei se lo può permettere, tanto sta a casa…”, “Mamma mia, neppure se mi puntassero una pistola alla tempia mi rimetterei tra pappe e pannolini!”, “Tanto, con lo stipendio di suo marito, hai voglia a mettere al mondo figli…”.

E le considerazioni di ordine storico-sociale, del tipo “Ma con che coscienza si possono mettere al mondo tanti figli in un periodo – e in un mondo – come questi”?

Premesso che, grazie al cielo, ognuno ha il diritto di pensarla un po’ come vuole, mi piacerebbe tuttavia rispondere al fatidico “quesito” di cui sopra con due esempi a me molto vicini, e a mio parere davvero assai significativi, oltre che umanamente “illuminanti”.

Certo si tratta di due esempi appartententi alla “fortunata” categoria delle “casalinghe”, o “mamme a tempo pieno” (ovvero quelle che “certo, se lo possono permettere, tanto stanno a casa…”), e così, beh, colgo pure l’occasione di valorizzarne non solo la decisione, ma anche il ruolo!

Marilena è alla sua quarta gravidanza, già mamma di una ragazzina di quasi dodici anni e di due maschietti di 9 e poco meno di 6 anni. Ora lei e il marito – maresciallo dei carabinieri – aspettano con gioia un’altra femminuccia, e con loro gli amici dei giardinetti che Marilena frequenta ogni giorno con la famigliola.

Certo, Marilena non passa le giornate unicamente al parchetto con i figli, anzi! Direi che il lavoro (ed è una casalinga…) non le manca. In casa si occupa di tutto: lava, stira, riordina, cucina, tutto per quasi sei persone; sveglia la “truppa”, prepara le colazioni, accompagna i figli a scuola/asilo, e come se non bastasse, si offre di accompagnare anche i figli degli altri in caso di bisogno (ah, dimenticavo che Marilena non guida, va a piedi…); segue i bimbi più grandi a scuola, interrogandoli, aiutandoli a organizzare i compiti più complessi, andando a parlare con maestre e professori; li accompagna a catechismo, e anche lì ne segue le attività. Senza dimenticare che Marilena è attiva pure sul fronte delle attività extra scolastiche, dando una mano nell’organizzazione di feste, ritrovi, merende particolari… Dimenticavo! Per un certo periodo, ha anche lavorato a domicilio per uno studio di commercialisti!

Il quarto figlio, dunque, chi gliel’ha fatto fare?

Piera ha due bimbe ancora abbastanza piccole, di 5 e 4 anni, e ne aspetta un’altra per il prossimo mese di novembre. Le sue gravidanze sono state tutte piuttosto difficoltose, e purtroppo anche l’attuale è difficile (perché nel suo ventre non si cela solo una bambina, ma anche un fibroma). Nonostante che le sia sempre stato consigliato il riposo assoluto, Piera non può permettersi neppure un attimo di tregua: suo marito è un Parà, spesso assente, spesso in missione, e attualmente si trova in Afghanistan, a rischiare la vita (i fatti dei giorni scorsi ce ne danno drammatica conferma).

Piera è una mamma sola: non ha parenti vicini, ha due bimbe piccole – e spesso malate – da accudire, accompagnare all’asilo (fino a pochi mesi fa unicamente a piedi, perché senza patente), seguire, oltre alla casa da gestire, la spesa… Già le spese, sempre tante, spesso troppe per l’unico stipendio da militare che sostenta l’intera famigliola, motivo principale per cui il marito di Piera – onde garantire una vita decorosa a moglie e figlie – sceglie di andare in missione nelle zone di guerra.

Il terzo figlio, quindi, chi gliel’ha fatto fare?

Ma certo! Marilena se lo può permettere, tanto è a casa, una casa per la quale non paga affitto, né bollette, perché è la moglie del maresciallo dei carabinieri del paese!

Se lei, però, “se lo può permettere”, come la mettiamo, invece, con Piera? Lei no che non ne ha le possibilità… anzi, al contrario, non solo fatica ad arrivare a fine mese, ma stenta pure con la salute propria e delle bambine. E sola, per giunta, per gran parte dell’anno… Che scelta dissennata, che irresponsabili!!! Mica si mettono al mondo figli come conigli…!

Ecco, di fronte agli esempi che ho illustrato, io suggerirei in tutta franchezza di chiudere la bocca almeno un istante e di fermarsi a riflettere… Non siamo tutti uguali, è vero, e – ripeto – tutti abbiamo diritto a un’opinione personale. Ma quale sarà mai il motivo per cui Marilena e Piera, alla luce delle loro diverse – e per certi versi simili – condizioni, hanno scelto di mettere al mondo l’ennesima creatura? Cosa gliel’ha fatto DAVVERO fare?

Io credo che, arrivate fin qui, abbiate tutte capito quel che intendo… Un qualcosa che, personalmente, cara Marilena, cara Piera, io vi invidio profondamente, e la cui assenza – ahimè – impedisce a me di mettere al mondo un altro figlio…

Beatrice Cerrai


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  • elisa

    Complimenti, mi piace molto quest”articolo e lo rileggo sempre molto volentieri xche” mi sprona e mi da la carica x essere una mamma sempre piu” forte!!!!! grazie.

  • Valentina

    Bellissimo questo articolo… Mi ha fatto molto riflettere. Ero partita per almeno tre bimbi, per ora sono ferma a due, ma spero di trovare la forza di queste mamme e continuare nella missione più bella della vita: fare la mamma !

  • Alexandra

    … siamo veramente nel paese del figlio unico … figlio fatto a 40 anni (e non posso dire niente, ho quasi 40 anni anch’io), carico di aspettative più o meno verosimili e di una visione ipertrofica dell’importanza della Mamma (anche se spesso passa accanto all’essenziale, mirando più al super-accessorio).
    In molti altri Paesi è prassi ordinaria avere 3 o 4 figli, si fanno tra i 25 e i 30 anni, e le mamme lavorano pure senza farsi chissà quali problemi, perché i figli fanno semplicemente parte della vita.
    Se fossi più giovane di sicuro nei farei 3.