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Bimbi più svegli di quanto crediamo!


La tesi è: i bimbi sono molti più coscienti di quanto riusciamo a vedere, immersi come sono nella palpitante attività dell’esistenza, quella che tedia o stressa noi, ma che per loro è tutt’altro che un mero magma indistinto di bisogni e necessità.

Nuove tecniche d’indagine hanno scoperto che i bambini piccoli hanno più cellule cerebrali, o neuroni, degli adulti, e che le diverse parti della loro corteccia cerebrale sono collegate meglio. Significa che nella primissima infanzia si assimilano facilmente una grande quantità di informazioni, che da grandi invece vengono “sfoltite” perché ritenute inutili.

I “grandi” possiedono un cervello più efficiente, ma più “irrigidito”, meno aperto e flessibile e assai meno capace di apprendere, mentre i piccoli, disinibiti, vanno verso ogni cosa senza filtri. Gopnik cita l’esempio delle macchine. “Sono in grado di valutare le probabilità condizionate, cioè il rapporto tra alcuni blocchi e l’accensione o lo spegnimento della macchina. Ma quando si presenta a un bambino questa complessa serie di relazioni e gli si chiede di mettere in moto o di fermare la macchina, lui fa la cosa giusta. Anche se coscientemente non sa come funzionano le probabilità condizionate, inconsciamente tiene conto delle informazioni”.

La psicologa americana ama la seguente metafora: “Se negli adulti l’attenzione funziona come un riflettore, un raggio direzionale che illumina un particolare aspetto della realtà, nei bambini piccoli somiglia più a una lanterna, che getta una luce diffusa su tutto quello che li circonda”.

Durante una passeggiata, un bimbo di due anni vede cose che un adulto neppure nota. Ogni momento è una Disneyland, per lui, distratto sì, ma in continuo apprendimento.

L’attenzione non focalizzata e non utilitaristica favorisce nei bambini una migliore capacità di memoria, grazie alla corteccia prefrontale, la regione responsabile di varie capacità cognitive, in loro non ancora totalmente sviluppata. I bimbi hanno una “immaturità” vantaggiosa: non sanno allacciarsi le scarpe, ma apprendono le lingue molto in fretta e capiscono le relazioni di causa-effetto e persino la morale giusto/sbagliato, etico/convenzionale.

I nostri figli sono più svegli di quanto crediamo!

Fonte: la Repubblica.it


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