La nascita del legame di amore


Sembra un compito enorme, in realtà quando le cose vanno più o meno bene ci si riesce senza accorgersene, ci viene come dire dal cuore. Stabilire una relazione di amore, badate bene, non vuol dire essere perfette e non sgarrare mai, siamo esseri umani e come tali abbiamo i nostri limiti, le nostre ambiguità.

A differenza degli altri rapporti di intimità che già avete con genitori, fratelli, amici, il partner, quello che create con il bambino si basa sull’interazione con qualcuno che non sa ancora comunicare nella forma del linguaggio, ed è quindi un rapporto molto particolare. Proprio perché non c’è la mediazione del linguaggio, la relazione è autentica, viscerale, e non ci si possono inventare tanti di quei trucchi che con il linguaggio siamo abituati ad usare. Conviene allora permettere che il legame si sviluppi piano, come una danza di cui dobbiamo imparare i passi, insieme all’altro.

Con la sua intensità, la relazione con il bambino chiama in campo e mette in gioco tutta la nostre capacità d’amare, rapportarci agli altri, dare e ricevere. Mai come adesso aspetti della personalità che ormai erano dati per scontati vengono riesaminati, analizzati. Il bambino ci mette come di fronte a noi stesse, con i nostri punti di forza e anche con i nostri limiti, che possiamo superare proprio se cominciamo ad accettarli.

Alla base di tante domande c’è il bisogno di sapere se come mamme siamo in grado di stabilire con il piccolo una relazione primaria adeguata, che sia una base sicura per il suo sviluppo emotivo, intellettivo, sociale. Il termine adeguato implica però che non esiste un modo perfetto di essere mamma, ma piuttosto che ciò viene offerto dalla maggioranza delle madri è “sufficientemente buono”, ovvero abbastanza per garantire il normale sviluppo. Se foste insomma una mamma perfetta, non sarebbe un bene neanche per il piccolo!! Immaginate quale sforzo dovrebbe fare vostro figlio per essere un bambino perfetto!

Infatti, come suggerisce Daniel Stern, una parte essenziale dell’educazione di ogni bambino è costituita dalle frustrazioni ripetute, dalle azioni materne intempestive o maldestre che lo costringono a sviluppare opportune strategie di adattamento: passi falsi nella danza, note stonate nell’interazione verranno poi corretti.

Rendersi conto che gli errori possono essere riparati e imparare a farlo costituiscono una lezione fondamentale. Il massimo a cui possiamo aspirare come genitori è che i nostri errori non siano troppo gravi, o che non rimangano senza una giusta correzione troppo a lungo.

Silvia Giani


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