Parto naturale: dopo un cesareo si può


Si tratta di un’anomalia, o quantomeno di una scelta coraggiosa visto il trend nazionale che dal 2000, supportato anche da un ampio dibattito scientifico, sconsiglia l’esperienza fisiologica dopo un precedente cesareo a causa dei rischi per la puerpera e il suo bambino: “Sapevo dei rischi. Mi ero documentata ampiamente – spiega la protagonista dell’evento – Poi ho incontrato un’equipe ostetrica molto valida che, senza voler convinvcermi in un senso o nell’altro, mi ha accompagnato in tutto il percorso sostenendomi”.

“La nascita avvenuta con un intervento chirurgico della prima figlia mi aveva amareggiato – prosegue – Non mi sentivo completa, anzi. Quella feritoia mi aveva lasciato una cicatrice ancora più profonda perché non accettavo la mia incapacità. Sostenuta anche da mio marito, ho cominciato a cercare un aiuto tra i medici. L’ho trovato subito ad Angera”.

Per nove mesi, il reparto di ostetricia ha seguito la gestante valutando le sue condizioni fisiche e psicologiche: per un parto naturale occorre che non insorga alcun problema. Partorire naturalmente dopo un cesareo impone un monitoraggio costante e continuo delle condizioni fisiche di gravida e neonato. Sono vietati, assolutamente, supporti chimici come l’ossitocina; dilatazione ed espulsione devono avvenire in modo del tutto naturale.

Per la protagonista è stata più forte l’esigenza di sentirsi capace, come donna, di partorire fisiologicamente del timore di un cedimento dell’utero: “È stato un toccasana per la fiducia in me stessa”, conclude.

Fonte: Varesenews.it


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