Partorire in casa: una scelta sicura

Partorire in casa è una decisione presa da circa 1500 donne in Italia. Un’opzione sulla quale però molte future mamme non hanno informazioni sufficienti. Questa nuova rubrica ha come obiettivo proprio quello di informare le donne su una nuova opportunità che, secondo varie ricerche internazionali, è sicura, e permette di vivere il parto da protagoniste.

Quando ero in attesa della mia primogenita, Sara, ho sentito l’esigenza di vivere la gravidanza e il parto in modo naturale, seguendo i miei bisogni più profondi, senza interferenze e senza subire procedure standard imposte dagli “operatori della nascita”. E così ho cercato di saperne di più, per trovare il MIO modo di partorire.

Certo, non è stato facile. Ma cercando e informandomi ho trovato un centro nascita che promuoveva il parto in casa. Lì ho seguito un corso di preparazione al parto molto diverso da quello che avevo frequentato poco prima in un grande ospedale romano. L’entusiasmo, la passione e la fiducia nel corpo femminile e nelle sue potenzialità sono le caratteristiche fondamentali del mestiere dell’ostetrica, che a differenza del ginecologo, non dice alla donna COSA FARE, ma aiuta la donna A PRENDERE LE SUE DECISIONI SU CHE COSA FARE. E cosi’, tre anni e mezzo dopo, anche Leonardo è nato in casa. In acqua, stavolta, in un’atmosfera di intimità e di gioia, senza fretta, senza ansia. Un approccio che difficilmente avrei trovato in ospedale o in clinica.

In questa rubrica saranno riportate informazioni, dati, statistiche, storie e iniziative relative al parto a domicilio. In un paese come l’Italia, che con quasi il 40% detiene il primato di parti cesarei nel mondo occidentale, sono convinta che sia giusto tentare di riconquistare una dimensione più UMANA e meno traumatica dell’evento nascita.

Il parto in casa è sicuro

Quando si parla di parto in casa, molto di rado in verità, la domanda più frequente è “ma è sicuro?”. Considerate che il 90% della popolazione che attualmente vive sulla Terra è nata in casa. Ma questa è solo una curiosità. In Olanda, dove il parto a domicilio ha una lunga tradizione, il 33% dei bambini nasce tra le mura domestiche. Una consuetudine comprovata dai fatti: secondo dati del 1986, ad esempio, il tasso di morte neonatale nei parti in casa era del 2,2 per 1000 contro il 13,9 dell’ospedale. Passando all’Italia, la regione in cui questa opzione è più diffusa è l’Emilia Romagna, con lo 0,85% (dati del Ministero della Salute, 2004). Una cifra irrisoria, ma negli ultimi tempi c’è stata una lieve inversione di tendenza.

Molte ricerche internazionali indicano che il parto in casa è sicuro. “Il parto a casa, se la gravidanza non è a rischio, è sicuro come in ospedale”, secondo il professor Simone Buitendijk del TNO Institute for Applied Scientific Research, che ha condotto nell’aprile del 2009 in Olanda una ricerca su 530.000 nascite (pubblicata dal British Journal of Obstetrics and Gynaecology).

Ma appunto, si tratta di donne senza complicazioni della gravidanza: che non hanno precedentemente partorito col cesareo, il cui bambino si trova nella posizione ottimale e non ha difetti congeniti. Quasi un terzo delle donne che hanno iniziato il travaglio a casa, hanno dovuto essere comunque trasferite in ospedale perché sono insorte complicazioni, per esempio un battito cardiaco fetale anomalo, o la necessità di antidolorifici più efficaci per la mamma.

Ma anche i questi casi, il rischio corso da madre e figlio non è risultato maggiore che se la madre fosse stata fin dall’inizio in ospedale, ha osservato il professor Buitendijk.

Nel Winterton Report, redatto in Inghilterra nel 1992, si sottolinea che “incoraggiare tutte le donne al parto in ospedale non è giustificabile dal punto di vista della sicurezza”. Non solo. Nel rapporto (che contiene oltre 100 raccomandazioni su gravidanza, travaglio e cure perinatali) si afferma inoltre che “non esiste evidenza convincente o inoppugnabile che gli ospedali diano una garanzia migliore di sicurezza per la maggioranza di mamme e bimbi. E’ possibile, ma non provato, che sia il contrario”.

E ancora: il Medical British Journal ha pubblicato nel 1986 un editoriale a favore del parto in casa: “La maggior parte degli indicatori suggerisce che il parto a domicilio non presuppone un rischio maggiore dovuto agli interventi. E’ importante che l’opzione del parto in casa sia disponibile, specialmente per le donne con una gravidanza a basso rischio, alle quali bisogna consentire una libera scelta”.

Una libera scelta: questo è il problema! Come si fa a fare una libera scelta senza avere le informazioni necessarie? E non dico nulla di strano quando affermo che le istituzioni, i governi e la classe medica probabilmente non promuovono questa opzione anche per motivi economici (un cesareo viene rimborsato il doppio di un parto vaginale) e legali (di fronte a un parto cesareo è molto difficile, se non impossibile, fare causa al ginecologo).

Infine, riporto i risultati del più vasto studio americano sul parto a domicilio (l’autore è Lewis Mehl, 1976) in cui sono stati messi a confronto 1046 parti in casa con altrettanti parti in ospedale. E’ emerso che in ospedale il numero di tagli cesarei era tre volte superiore rispetto alle nascite in casa, l’uso del forcipe 20 volte più frequente e i casi di alta pressione nella mamma cinque volte superiori. Inoltre, triplicate le percentuali di sofferenza fetale durante il travaglio, di difficoltà respiratorie del neonato e di emorragia post-parto, e quadruplicate le infezioni neonatali. Il tasso di mortalità neonatale? Era lo stesso, mentre non si era verificata nessuna morte materna in entrambi i gruppi.

Elisabetta Malvagna


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27 risposte a “Partorire in casa: una scelta sicura”

  1. Mamma Imperfetta ha detto:

    Ho dedicato anche io un pezzo al parto in casa.

    http://www.mammaimperfetta.it/2009/01/10/nascere-a-casa-intervista/

    Linkerò questo vostro al mio. 😉

    Silvia

  2. Laura Vernaschi ha detto:

    Da quando ho partorito in casa cerco di non perdere occasione per stimolare le donne ad informarsi e soprattutto, riscoprirsi come donne e mamme competenti, anche se un certo ramo della medicina e della psicologia sembra che facciano di tutto per farci credere il contrario. in questo mio percorso di crescita ha avuto un ruolo anche il suo libro, da cui sono partita per approfondire l”argomento. quindi Grazie!

  3. Elisabetta Malvagna ha detto:

    Cara Laura,
    ti ringrazio e mi fa davvero molto piacere di aver contribuito in qualche modo al tuo percorso di crescita. Anche i miei due parti in casa mi hanno insegnato molto e mi hanno dato una grande spinta. Questa avventura mi ha anche regalato la voglia di approfondire i tanti temi legati alla nascita e, anche in quanto giornalista, spontaneamente ho voluto condividere la mia esperienza e le tante informazioni che sono riuscita a raccogliere per offrire a possibilità ad altre donne di conoscere le alternative al parto medicalizzato. Ogni donna sana può partorire naturalmente, se lo vuole. L”importante e” non fidarsi dei luoghi comuni e informarsi, informarsi, informarsi. Spero davvero che questa rubrica possa essere utile in questo senso!!!!
    Grazie ancora,
    con affetto
    Elisabetta

  4. Titti Santamato ha detto:

    Ciao Eliabetta, non ho figli ma se dovesse accadere mi informerei sicuramente sulla possibilita” di partorire in casa. Grazie!

  5. laura ha detto:

    buongiorno laura, dove posso avere informazioni sul parto in casa a Roma? grazie e complimenti per il tuo lavoro
    laura

  6. Elisabetta ha detto:

    Cara Laura, ti do” subito un paio di riferimenti per il parto in casa a Roma:

    Il Nido – via Marmorata 169 (Testaccio) te. 06-5758648
    Il Melograno – Via Saturnia 4A – tel. 06-70475606
    oppure puoi rivolgerti all”Ass. Naz. Cult. Ostetriche parto a domicilio, info@nascereacasa.it – tel. 0322-202464.
    Fammi sapere se hai bisogno di ulteriori contatti.
    Un saluto
    Elisabetta

  7. Lucia ha detto:

    Finalmente! Sono moto contenta che si inizi a parlare di più del parto in casa, io ho partorito a casa lo scorso anno la mia bambina ed è stata un”esperienza meravigliosa, che mi ha cambiato la vita… Spero davvero che tante altre mamme possano provare la gioia di dare alla luce il proprio bambino nel modo migliore possibile!

  8. Daniela ha detto:

    Pensate che qui non si può partorire in casa neanche a pagamento….non ci sono in zona ostetriche disposte a seguirti nel parto in casa, per non parlare di quello che dice la gente! Saresti additata come un”irresponsabile che mette a repentaglio la vita di suo figlio. Sono proprio delusa…. Ho già due figli e per entrambi il travaglio è stato velocissimo: la prima è nata dopo 3 ore dalla prima contrazione e il secondo dopo 1 ora e 1/2. Ora sono a 34 settimane, sono felice di poter diventare mamma di nuovo, ma temo di non raggiungere l”ospedale in tempo, preferirei potermi organizzare in casa piuttosto che rischiare di partorire in auto e sapete cosa mi è stato risposto? Nel caso chiami il 118!!! Sì, così sarei assistita da qualcuno che magari non ha mai visto partorire nessuno… che amarezza!
    Grazie Elisabetta, sto leggendo il tuo libro, il tuo sito è veramente bello e mi trovo d”accordo con te su tutto quello che dici.

  9. Elisabetta ha detto:

    Car Daniela, tu ci scherzi, ma e” proprio di oggi una notizia che fa per te!!! Una donna ha partorito per telefono, grazie al 118 e alle indicazioni di un”infermiera (puoi leggere tutto sul mio blog). Perche” non fai la stessa cosa? (no, scherzo…)
    Grazie mille per i complimenti, mi fa veramente piacere che tu stia leggendo il libro e che condividi la battaglia che, con tante altre colleghe-mamme sto portando avanti.
    Un abbraccio,
    E.

    PS: Sto cercando di vere qualche info sui nomi di ostetriche della tua zona che assistono i parti in casa. Spero di darti presto buone notizie.

  10. LISA ha detto:

    cIAO eLISABETTA, HO LETTO CON MOLTO INTERESSE IL TUO LIBRO E POI HO APPROFONDITO IL DISCORSO DEL PARTO IN CASA CON ALTRI LIBRI E ARTICOLI SU INTERNET E SITI.
    sONO DACCORDO SU TUTTE LE ARGOMENTAZIONI SU QUESTO TEMA E A MIA VOLTA HO DECISO CHE IL LUOGO DEL MIO PRIMO PARTO SARA” PROPRIO CASA MIA SPERANDO CHE NON CI SIANO IMPREVISTI DAL MOMENTO CHE L”UNICA COSA CHE MI TERRORIZZA E” DI DOVER RICORRERE ALL”OSPEDALE.
    sPERO DI NON RIEMPIRMI DI BELLE ASPETTATIVE E POI VENIR DELUSA, MA CERCO DI ESSERE POSITIVA NELLA MAGGIOR PARTE DEI CASI VA TUTTO BENE!
    SONO FELICE DI QUESTO BEL PERCORSO CHE STO FACENDO E SONO TANTO PIU” FELICE DI AVERE LA POSSIBILITA” DI POTER ACCOGLIERE MIO FIGLIO NEL MODO CHE RITENGO PIU” OPPORTUNO SEGUENDO ANCHE LE INDICAZIONI DI LEBOYER CHE CONDIVIDO AMPIAMENTE!
    HO ANCHE MANDATO UNA MAIL ALLA REDAZIONE DI EXIT PREGANDOLI DI DEDICARE UNA PUNTATA A QUESTO TEMA CHE QUASI MAI VIENE DIVULGATO!!
    UN GRANDE IN BOCCA AL LUPO PER TUTTO IL TUO LAVORO!LISA

  11. Elisabetta ha detto:

    Cara Lisa, sono molto contenta che anche tu abbia letto il mio libro, e che ti sia stato utile. Ma soprattutto complimenti per la tua scelta di partorire in casa. Sono sicura che, se ci sono le giuste motivazioni e la giusta consapevolezza, oltre naturalmente all”assenza di problemi e/o patologie in gravidanza per mamma e bambino, questo sia il modo piu” bello, intenso e coinvolgente per dare alla luce il proprio bambino. Purtroppo se ne parla ancora troppo poco, ma le cose stanno cambiando. Durante la promozione del libro ho partecipato a diverse trasmissioni televisive e radiofoniche, se ne e” parlato molto anche su quotidiani e settimanali. Non amo gli studi televisivi e non mi piace espormi in pubblico, ma per la causa questo e altro! Hai fatto bene a sollecitare Exit. In tv ho sentito cose assurde su cesareo, epidurale e quant”altro, senza contraddittorio e senza una corretta citazione delle fonti. La battaglia e” lunga e faticosa, ma diamoci tutte da fare! Ognuna di noi nel suo piccolo puo” cambiare le cose. Secondo me, solo il fatto di far conoscere alle donne questa opportunita”, parlarne, discuterne, e” un grandissimo traguardo. Figuriamoci poi se addirittura qualche futura mamma, come te, decide di partorire in casa! Un caro saluto e fammi sapere!
    Elisabetta

  12. susannacantelli ha detto:

    Sono mamma di due bimbe l”ultima ha sette mesi!,quando ero in cinta ho fatto un percorso sia mio interiore che come preparazione al parto con un”ostetrica per partorire in casa ma poi non ho potuto per una questione solamente e strttamente ecomomica.Costa troppo!Non abbiamo pèotuto permetterci un tale lusso. Non mi sembra giusto per niente ,un pò sono ancora arrabbiata per questo.

  13. Elisabetta ha detto:

    Cara Susanna, del rimborso del parto in casa parlero” molto presto … è una questione importante che mi sta molto a cuore. Torna a trovarmi!

  14. Fabiola ha detto:

    Ciao Elisabetta
    ti ho visto ed ascoltato con molta attenzione e curiosità quando in TV hai parlato del parto in casa e mi sono detta “FINALMENTE anche una giornalista (che viene presa sul serio) parla di parto in casa”
    Ho appena scoperto di essere incinta e mi piacerebbe moltissimo partorire in casa … ma come si fa convincere il marito che è una cosa sicura?

  15. Elisabetta ha detto:

    Carissima Fabiola,
    grazie mille per la domanda. Tocchi un punto importante. La mia prima risposta? “Dipende da che tipo di marito hai!”. Scherzo… La cosa principale e” capire quanto sia importante per te, quanto ci tieni, quanta consapevolezza e determinazione hai per affrontare questa scelta. E anche quanto sei disposta ad accettare il dolore: in casa non avrai la possibilita” di fare l”epidurale! Una cosa e” certa, pero”: in casa la gestione del dolore è molto piu” facile, perche” la sicurezza e il senso di protezione che le mura domestiche danno alla donna che sta per partorire, è molto difficile (se non impossibile) trovarli in ospedale!
    Ma torniamo alla tua domanda: quando ero incinta della mia prima figlia, lasciai “per caso” il ”Manuale del parto in casa” di Sheila Kitzinger sul letto. Mio marito lo trovo” “per caso” e comincio” a sfogliarlo… Se posso darti un consiglio: parlatene insieme, confrontatevi, e soprattutto informatevi! Ti consiglio di leggere il piu” possibile (ad esempio: ”La gioia del parto” di Ina May Gaskin, ”Il manuale del parto in casa di S. Kitzinger, ”Partorire senza paura” della sottoscritta…). E consulta il sito del coordinamento nazionale delle ostetriche (nascereacasa.it), per contattare un”ostetrica che assiste i parti in casa nella tua citta”. Ho visto che sei di Roma, quindi se vuoi ti posso dare qualche contatto (gia” sperimentato con successo).
    Altri due consigli: non dire a nessuno che vuoi partorire in casa (neanche agli amici e ai parenti, per evitare un”inutile e dannosa pressione psicologica…) e, infine: se sei veramente convinta di voler far nascere tuo figlio/a in casa, e tuo marito non e” ”assolutamente contrario”, puoi anche gestire la cosa autonomamente, assistita da una brava ostetrica e magari da un”amica fidata, o da una figura familiare che crede nelle tue potenzialita” e che puo” darti il sostegno necessario. Vorra” dire che il papa” aspettera” qualche ora prima di vedere il pargoletto tra le tue braccia. Come succedeva una volta: non sara” mica una tragedia!!!!
    Scrivimi ancora se vuoi!

  16. Lisa ha detto:

    Ciao Fabiola,
    io mi chiamo Lisa e sono di Cesena.
    Sebbene il mio ragazzo sia molto accondiscendente,non ha esitato a manifestare molti dubbi riguardo alla mia decisione di voler partorire in casa.
    E fargli leggere qualcosa non e” certo facile…..lui e” uno che deve “vedere”, cosi” io oltre a spiegargli i miei dubbi e paure riguardo a partorire in ospedale gli ho cercato di far vedere dei video di parti a casa, oltre al programma su sky bimbi fatti in casa…..poi dopo l”incontro con l”ostetrica che lavora a casa si e” rassicurato di piu”perche” ha potuto dar risposta a domande e dubbi che quando glieli spiegavo io rimaneva un po” perplesso.
    Parlare con una persona competente aiuta molto, in piu” devi trovare anche un ginecologo o persona che ti segue che appoggi questa tua scelta.
    Anche io ho optato per non dirlo a nessuno, perche” poi ti smontano e io non voglio sentirmi come un” aliena……le poche volte che ho provato a parlarne non ho capito se mi prendevano in giro o se erano veramente interessati…..a quel paese tutti ma quanta ignoranza che ce”!!!
    Un tempo era una cosa obbligata partorire in casa e se c”erano dei problemi potevi solo pregare che si risolvesse tutto….oggi abbiamo tutti gli strumenti per poter fare come meglio crediamo , anche partorire in casa se ci fa piacere e ci fa sentire piu” sicure,e se dovesse mai esserci qualche problema il tempo di raggiungere l”ospedale oggi con i mezzi che abbiamo non manca, il tempo che la sala operatoria sia pronta, sempre che se ne abbia bisogno,e” di circa mezzora quindi anche se ti trovi gia” in ospedale non e” detto che tu non debba aspettare………..in ogni caso ci sono vari aspetti da analizzare che col tempo e le informazioni ti arriverranno, ed in ogni caso se tu hai fiducia nella sapienza del tuo corpo andra” senzaltro tutto bene, poi ci sono le ostetriche che non sono mica delle sprovvedute loro arrivano a casa tua e hanno una borsa piene di strumenti qualora ci fossero piccole complicazioni.
    Un ultima cosa…di solito le donne in gravidanza hanno paura del dolore perche” un po” sono indotte ad avere queste paure…..ma chi l”ha detto che una donna invece non possa avere paura dell”ospedale o di come potra” venire trattata dal personale e soppattutto da come possa venir trattato il suo bambino nei primissimi importantissimi minuti /ore di vita???
    A volte si sentono cose abberranti al riguardo…..io ti consiglio di leggere anche Leboyer ” per una nascita senza violenza”.
    Con questo non voglio screditare il lavoro degli ospedali, ma penso che un compagno dovrebbe essere piu” tranquillo laddove e” piu” tranquilla anche la donna!!!!
    E comunque ripeto oggi abbiamo tutti gli strumenti …usiamoli e non scartiamo a priori delle alternative validissime.
    Poi in ultimo la scelta deve essere di ogni coppia.
    Scusate se ho scritto molto, spero di essere stata utile!!
    Con simpatia Lisa
    P.s. scusa Elisabetta se mi sono permessa…..

  17. Elisabetta ha detto:

    Cara Lisa, ma scherzi? Non ti devi assolutamente scusare, anzi! Sono contentissima che tu abbia risposto a Fabiola. Brava! Concordo in pieno con quanto hai scritto.
    Ciao, a presto
    E.

    P.S. Io sono tra quelle che scelgono il parto in casa per paura dell”ospedale….

  18. Fabiola ha detto:

    Cara Elisabetta,
    grazie della tua risposta e dei tuoi consigli. Già dal primo figlio avevo cominciato a pensare al parto in casa ma mi ero informata poco ed avevo troppa paura delle complicazioni e delle pressioni di marito e parenti. Questa volta ho letto molto e sono convinta. Non ho paura del dolore e non ho voluto l”epidurale nemmeno col mio primo bimbo. Sono andata in libreria ma il tuo libro non ci stava. Dice che è in ristampa … sarà vero? Andrò a cercarlo da un”altra parte.
    Sono andata anche ad informarmi nella casa maternità AcquaLuna che si trova nei pressi dell”ospedale Grassi di Ostia (l”hai sentita nominare?). Solo che i loro criteri per la fisiologia della gravidanza sono veramente molto più restrittivi di quelli indicati nelle varie pubblicazioni che si possono trovare. Se alla fine non riesco a ricadere nei loro parametri non vorrei proprio ritrovarmi nel reparto di ostetricia del Grassi (anche se è uno delle strutture di Roma col minor tasso di TC del Lazio per il 2008 … è il quint”ultimo)! Credo proprio che organizzerò un parto in casa. Ma sai che anche così, se passi la 42a settimana ti portano in ospedale? Insomma sembra un terno al lotto riuscire a partorire in pace in Italia!
    Non vedo l”ora di leggere il tuo libro e di trovare il coraggio di parlare con mio marito …

  19. Federica ha detto:

    Sono convinta che partorire nell”intimità della propria casa sia il modo migliore per accogliere la propria creatura. Un dono che i genitori fanno al proprio figlio fin da subito, dalla nascita. E che gli cambierà la vita…

  20. Elisabetta ha detto:

    Cara Fabiola, grazie della segnalazione. Mi sono informata: non hai trovato il libro perche” è esaurito (per la seconda volta!). A gennaio uscirà la seconda edizione, con alcuni dati aggiornati.
    Intanto pero” prova sui siti, tipo Macrolibrarsi, Ibs (Internet Book Shop) e Feltrinelli.it).
    Al Grassi di Ostia c”e una nuova Casa Maternita, dove pero” so che le richieste sono maggiori della disponibilita”. Se sei interessata, conosco una delle ostetriche che gestiscono questa nuova realta”. Fammi sapere e intanto, non demordere! Stai vivendo uno dei momenti piu” importanti della vita di una donna, non perdere questa occasione magnifica per viverlo come vuoi tu, per poi non avere rimpianti….
    Un abbraccio. Elisabetta

  21. sarah ha detto:

    Sono alla mia quarta gravidanza e per vivere appieno questo momento vorrei avvicinarmi all”idea del parto in casa o presso la casa maternità….ebbene zero informazioni nessun forum per avere notizie da chi lo ha già fatto insomma nulla!!! Ma come si fa???

  22. Monica ha detto:

    Ma nel libro spiega anche come fare a capire quando è arrivato il momento di partorire e di chiamare l”ostetrica, come respirare, come muoversi?

  23. Daria ha detto:

    Salve, sono mamma da quasi sei mesi e la mia bimba è nata da parto cesareo dopo aver affrontato tutto il travaglio e aver pensato fino all’ultimo di potercela fare ma, per “MANCATA PROGRESSIONE” così mi hanno detto i medeici ho subito l’operazione. Volevo sapere se per la prossima gravidanza posso pensare al parto in casa anche se il primo è stato cesareo? grazie mille Daria

  24. Elisabetta ha detto:

    Cara Daria,
    complimenti! Sei mamma da solo 6 mesi e gia’ pensi di bissare!!! Pero’!!!! Partorire per via vaginale dopo un cesareo si puo’. Anche se non bisogna generalizzare. Dipende da molti fattori. Il problema e’ trovare un ginecologo ‘illuminato’ che non sia contrario al vbac a priori. Se poi il tuo desiderio e’ partorire in casa, ti consiglio di contattare l’associazione nazionale ostetriche per il parto a domicilio Nascere in casa (www.nascereacasa.it), che opera su tutto il territorio nazionale. La presidente e’ Marta Campiotti, nota ostetrica con 30 anni di esperienza alle spalle e mia amica. Sicuramente potrai chiarirti le idee e approfondire l’argomento, oltre che magari avere i recapiti di un’ostetrica della tua zona. in bocca al lupo!
    Elisabetta

  25. Elisabetta ha detto:

    Per l’assistenza al parto in casa, il portale mammole.it ha pubblicato un elenco di associazioni di ostetriche che operano in tutta Italia cui ci si puo’ rivolgere . Ecco l’url: http://www.mammole.it/index.php?option=com_content&task=view&id=164

  26. Lucia ha detto:

    Ciao a tutte, sono alla mia prima gravidanza (4 mese) e da sempre sostengo una visione più olistica della vita..ho letto partorire senza paura in un sol boccone e sto cominciando a pensare al parto a casa che inizialmente avevo escluso
    ..ma..sono piena di ma..
    intanto ho paura della paura, sembra uno scioglilingua..ma sono una persona piuttosto ansiosetta e ho una paura matta dell’imprevisto, ho una sfilza di amiche “salvate” in extremis dal fortuito intervento del chirurgo..e se succede qualcosa a me o al bambino? coem potrei mai perdonarmelo?
    inoltre avevo uno zio (purtroppo mancato anni fa) pediatra che spesso accusava i medici di aver troppo rimandato cesarei e di conseguenza lui si trovava a gestire neonati in situazioni di grande difficoltà, probabilmente le cose sono cambiate..e non per ultimo i costi, sono davvero molto elevati e noi non possiamo di certo permettercelo. Ho letto che in Emilia Romagna esiste un rimborso parziale, mi informerò..e continuerò a leggere, in fondo ho ancora molti mesi per capire la scelta da affrontare con massima serenità.
    uff, ma che fatica!
    grazie comunque di avermi messo il dubbio, è sempre bello scoprire che questa voglia di vivere con e nella natura non è solo una visione mia e di quel matto del mio innamorato!

  27. alessandra ha detto:

    ciao a tutte,
    vivo a Roma e sono al terzo mese di gravidanza, sto iniziando a leggere libri sul parto integrale il “lotus birth” cioè il parto con la placenta finchè non si stacca da sola.
    qualcuna sa darmi delle indicazioni? se ha a vuto esperienze simili?

    grazie!

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