Comprendere le coliche dei neonati : psicofisiologia, un ponte tra mente e corpo


Sebbene sia importante saper discernere un ambito dall’altro e riconoscere le competenze specifiche che chi si occupa di salute e benessere possiede, mente e corpo sono molto meno lontani di quanto ci appaiano e sono immersi in una relazione continua, fatta di influenze reciproche.

Quando proviamo emozioni forti nel nostro corpo circolano sostanze che non sono presenti quando invece riposiamo, tali sostanze nel lungo termine finiscono per influenzare tanti altri meccanismi corporei che sono comunque coinvolti nel generare salute o malattia.

Per questo ad esempio quando siamo innamorati ci sentiamo molto energetici ed in salute, mentre ad esempio se siamo depressi siamo anche più vulnerabili alla malattia.

Una parte del nostro corpo in grado di mostrarci questi straordinari meccanismi è il nostro apparato gastroenterico, a cui recentemente è stato dato il simpatico appellativo di “secondo cervello” proprio ad indicare la sua sofisticata architettura e il suo ruolo nei tanti processi che coinvolgono anche il comportamento. L’apparato gastroenterico è quella parte attraverso cui il mondo esterno letteralmente ci penetra, vi sono presenti circa 50 differenti specie di batteri (alla faccia di chi pensa tanto alla pulizia!), e inoltre, cosa che non tutti sanno, vi si trovano anche ben 90 neuroni, ed è proprio grazie a questi che cervello e intestino sono sempre in connessione, e addirittura nella comunicazione tra i due il 90% dei messaggi parte dall’intestino verso il cervello e solo il 10% dal cervello all’intestino. Questo fantastico apparato funge così da ago della bilancia tra sistema immunitario e sistema nervoso, infatti oltre l’80% del sistema immunitario si trova nell’apparato gastroenterico.

Durante l’infanzia tutto questo complesso sistema è in costruzione, in modo particolare alla nascita e lungo tutto il primo anno di vita, l’intestino viene colonizzato da batteri che andranno a formare la base della flora intestinale che accompagnerà l’individuo. Più i batteri saranno molteplici e benefici (e quindi appartenenti al nucleo familiare in cui il bambino vive, non eccessivamente igienizzato) e più la flora intestinale e di conseguenza il sistema immunitario sarà forte. Già qui si può evidenziare uno dei tanti motivi per cui una nascita ecologica e l’allattamento al seno sono fattori determinanti un buon sistema di salute.

Ma c’è di più: l’apparato gastroenterico si forma anche in base ai comportamenti e alle emozioni che viviamo.

Ogni volta che proviamo ansia il nostro intestino produce istamina, una sostanza irritante che a sua volta attiva il sistema nervoso, il quale provoca crampi (primo sintomo). Questo “secondo cervello” ha una sua memoria, per cui se l’ansia non cala i sintomi si cronicizzano, e finiscono per presentarsi anche quando non vi è una causa evidente.

Ecco spiegato uno dei tanti meccanismi delle cosiddette “coliche dei neonati”.

Il neonato infatti che vive in profonda simbiosi con la madre, è connesso a lei con la mente e col corpo, anche attraverso la pelle lui avverte ansie e tensioni.

I crampi e il pianto inconsolabile possono essere il segnale di un meccanismo di questo tipo. Conoscendo la fisiologia, possiamo ora rispondere in maniera adeguata, e quindi la madre può chiedersi cosa può causare in lei questa tensione che non riesce a trovare via d’uscita. Una madre con un bambino appena nato è completamente coinvolta nell’accudirlo e può non essere molto lucida da vedere quello che accade intorno a lei e fare le giuste correlazioni. A volte la comparsa delle coliche coincide con la ripresa dei “normali” ritmi lavorativi del compagno o dei familiari che fino a quel momento l’avevano aiutata dopo la nascita del figlio. Molto spesso ho potuto constatare che è bastato accogliere la madre, ascoltarla nelle sue preoccupazioni, nelle tensioni col partner, che già il “fenomeno coliche” scompariva come per magia, poiché parlando e trovando conforto ella recuperava anche la connessione col suo piccolo e la tranquillità di accudirlo. Certo non sempre tutto è così facile e immediato.

Oggi molte donne e madri vivono senza il necessario supporto familiare e sociale la loro maternità e questo genera situazioni complesse da gestire. Conoscere però come funziona il nostro corpo e quello del nostro bambino, conoscere cosa realmente può generare un mal di pancia apparentemente senza cause, aiuta a riacquistare fiducia nelle proprie competenze, senza lasciarsi travolgere da teorie dell’ultimo momento.

Un ultimo punto sulle coliche mi interessa toccare, una volta affrontato il lato più profondo, ed è quello che i neonati hanno bisogno di un contatto corporeo continuo con la madre nei primi mesi e di muoversi con lei, solo così riescono a scaricare la grande energia che loro hanno e che non possono scaricare da soli, hanno, per così dire, bisogno di un movimento passivo: essere portati. Un neonato che passa molto tempo a dormire nella culla, può accumulare una quantità di energia tale che giunta la sera scarica col pianto. Quindi contatto e movimento, usando ad esempio una fascia specifica per portare il bambino, sono altri due ingredienti fondamentali per passare giorni sereni!

Ornella Piccini


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  • laura

    sono una mamma fortunata perchè ho potuto stare con mio figlio fino a 8 mesi e anche da quando sono rientrata gli dedico molto tempo, perchè insegno e il lavoro me lo permette.non ha mai avuto colche e a 22 mesi lo allatto ancora, con il risultato che al nido ha preso solo, per il momento 1 faringite…spero continui così!

  • Claudia

    Penso possa essere una buona teoria. La mia piccola Diana di nemmeno tre mesi, ha dormito nel lettone con noi fin dal primo giorno di vita, e trascorre molto tempo nella fascia. Ha avuto delle coliche solo tre volte, e penso non sia un caso che corrispodano al periodo in cui ho provato a farla dormire nella sua culla! Io ero insicura di questa scelta e penso che lei se ne rendesse conto, infatti sono subito tornata sui miei passi e Diana dorme ancora con noi.
    Per quanto riguarda il contatto e la comunicazione pelle a pelle segnalo due libri “Besame mucho” di facile lettura e divulgativo e “L”Io pelle”, più impegnativo e di settore.

  • Marilina

    La mia Cloé dorme abbracciata con me, e di giorno sempre in braccio a me o al papà. Non ci verrebbe mai in mente di comprare una culla. Provo ogni tanto a metterla nell’amaca, ma urla subito, quindi contatto costante e totale. Le parliamo dolcemente e lei ci sorride e ce la gustiamo tutta. Allattata a richiesta, adora addormentarsi con il musetto contro il mio seno. Coliche? Sì, e anche molto dolorose… Perché?

  • ornella

    cara mamma,
    sono ornella piccini autrice dell’articolo sulle coliche.
    è molto buono quello che cercate di fare con la vostra cloè, nonostante tutto mi dice che ha coliche dolorose,
    cerchiamo di vedere cosa può essere.
    come contatto costante intende che il giorno usa una fascia per portare la bambina?
    le chiedo inoltre allattamento a richiesta lei intende che si attacca magari anche ogni dieci minuti?
    infine provi a pensare al parto.
    è stato sereno, senza medicinali, neanche ossitocina? ha avuto una fase espulsiva breve?
    questi che ho detto sono tutti elementi che possono contribuire al verificarsi di “coliche”, o come preferisco definire io al pianto “inconsolabile”.
    una cosa da non dimenticare è che il tutto non dipende solo dai comportamenti che si mettono in atto, ma dalle emozioni che accompagnano quei comportamenti, e le nostre emozioni a volte possono essere anche difficili da raggiungere.
    sento comunque che siete sulla buona strada.
    un caro saluto

  • Fabiana

    Concordo con Marilina: mio figlio è nato in casa, subito allattato, sempre addosso a me, portato nel mei tai da quando era neonato…Io avevo vicino mia madre, sono stata accudita e coccolata, sostenuta nei momenti difficili…Eppure il mio piccolo, già dalla prima notte, ha avuto coliche per i primi 3 mesi…Penso che questa sia una teoria, ma che non sia risolutiva…Per me, le coliche del mio cucciolo sono sempre rimaste un mistero…Forse il suo intestino ha avuto solo bisogno di un po’ più di tempo per abituarsi, tant’è che ora è un bimbo sereno, vivace e sano, non si ammala quasi mai…

  • Marilina

    Grazie, Ornella, per la risposta. Effettivamente ho avuto una gravidanza difficile e gli ultimi tre mesi un’astenia accentuata. Cloé è nata con un cesareo programmato dalla mia ginecologa il giorno stesso che mi ha vista camminare (praticamente zoppicando) e ha capito che la cicatrice uterina era quasi allo strappo (avevo avuto un cesareo solo 13 mesi prima). Probabilmente la piccola sente la mia stanchezza, la gelosia del fratello, le dinamiche familiari. E probabilmente il suo intestino ha anche bisogno di tempo per assestarsi, come suggerisce Fabiana.
    Da quando sono madre leggo tantissimo sull’argomento, ma questo è uno degli articoli più interessanti che io abbia trovato finora. Sono rimasta affascinata da quella storia dei 90 neuroni! E ho trovato interessantissimo il pezzo sul movimento passivo. Spiega molte cose e mi aiuta nella mia scoperta di Cloé. Grazie.

  • Rachele

    …gravidanza tranquilla, parto intenso partecipato ma buona fase espulsiva, 2 ore di contatto pelle a pelle alla nascita, fascia tutto il giono, allattamento a richiesta e….coliche per 2 mesi esatti…forse era immaturità intestinale!!

  • Alexandra

    gravidanza da manuale, parto eutocico, contatto a pelle subito, cordone reciso ben dopo, allattamento al seno immediato e a richiesta, in braccio alla mamma quando voleva… e coliche tremende dai 2 ai 3 mesi. Aerofagia e allergia alle proteine del latte. Risolte con mylicon e dieta (mia) ferrea.