Gli omogeneizzati sono necessari per i nostri bambini?

E’ oramai indiscutibile la superiorità del latte materno rispetto al suo surrogato industriale, tant’è che i produttori stessi lo indicano sulle confezioni di latte artificiale (anche se, a dire la verità, sono obbligati per legge a farlo…).

Le aziende in compenso possono rifarsi quando il bambino inizia ad assaggiare per la prima volta cibi diversi dal latte. Quasi tutte le aziende violano il Codice, indicando i primi alimenti idonei a partire dai quattro mesi di età (e questo sfruttando – questa volta – la legge a loro favore). Più in generale, al di là delle indicazioni relative all’età, le aziende del settore “alimenti per l’infanzia” illustrano i loro prodotti come l’unica alimentazione possibile per un bambino che stia passando dall’alimentazione lattea all’alimentazione “adulta”, come se i cibi preparati in casa non fossero adatti, come se un genitore non fosse in grado di preparare da solo un cibo adatto al proprio bambino.

In pratica, secondo le aziende del baby food, dopo il latte la tappa successiva è obbligatoriamente il vasetto.

Ma è proprio così? I cibi industriali sono indispensabili per alimentare correttamente un bambino?

La risposta è inequivocabilmente “No!”.

I prodotti industriali (omogeneizzati, creme, biscotti, pappe pronte, merende) non hanno niente di più di un prodotto casalingo, anzi spesso qualcosa in meno: troppi zuccheri, sale, grassi con origine spesso non dichiarata e apporto calorico più elevato dello stesso prodotto fatto in casa.

Perché non è necessario usare i prodotti industriali per l’infanzia?

– I prodotti industriali non offrono nessun vantaggio nutrizionale rispetto ai cibi di preparazione casalinga, eccetto per i rari casi in cui sia necessaria una specifica fortificazione con micronutrienti.

– Lo scopo dell’alimentazione complementare (questo è il nome corretto, e non “svezzamento”) è quello di avvicinare progressivamente il bambino all’alimentazione familiare (che dovrà essere sana!). Nessun adulto si ciba esclusivamente di vasetti e scatolette. L’uso dei cibi industriali può ritardare l’accettazione della dieta familiare, dovendo così passare attraverso due fasi: dal latte ai cibi industriali e dai cibi industriali alla dieta familiare.

– I cibi industriali sono monotoni. Anche tra le diverse marche, le varietà non cambiano di molto. Inoltre lo stesso omogeneizzato ha sempre un’identica consistenza, gusto, profumo. Il cibo preparato in casa invece cambia ogni volta: una zucchina potrà essere più o meno saporita, più o meno cotta, più o meno morbida.

– Questo è un aspetto molto importante per educare al gusto i bambini, di modo che abbiano una dieta il più possibile variata.

– Se al bambino viene proposto – e non imposto – il cibo, nel giro di poco vorrà mangiare esattamente quello che c’è nel piatto dei genitori (un cibo che ogni volta ha forme, colori, profumi diversi) e non la pappa sempre uguale che ha sempre la stessa consistenza che c’è nel piattino.

– Non è necessario che un bambino abbia i denti per mangiare cibo “normale”. Ad esempio, molte verdure possono essere schiacciate con la forchetta, la frutta può essere fatta a pezzettini, il pane può essere succhiato.

– Gli omogeneizzati sono costosi, specialmente rispetto al reale contenuto di alimento (un omogeneizzato da 80 grammi di verdura contiene mediamente 40 grammi di verdura, il resto è acqua di cottura, amido di riso o di mais, olio di girasole, aromi).

– Infine il valore educativo di un genitore che prepara il cibo per il figlio, magari spiegandogli cosa sta facendo e – compatibilmente con l’età – facendosi aiutare, è indubbiamente superiore al vedere aprire un vasetto, metterlo nel microonde e rovesciarlo nel piattino. E’ importante sviluppare un rapporto positivo con il cibo sano, fin da piccoli. Non dimentichiamo che un problema attuale che preoccupa molti genitori è il consumo di “cibo-spazzatura” e l’obesità infantile.

Quando usare allora un “alimento per l’infanzia”?

Ogni adulto che segue un’alimentazione sana, cioè varia ed equilibrata, sa che i cibi pronti dovrebbero essere riservati a “situazioni di emergenza”: in viaggio, quando si è di fretta, quando ci si è dimenticati di fare la spesa… Questo è ancora più vero per i nostri bambini! Il “vasetto” dovrebbe essere l’eccezione nell’alimentazione dei più piccoli: è indubbiamente pratico nelle situazioni elencate prima, ma di certo non adatto all’alimentazione quotidiana.

Come scegliere un alimento per l’infanzia?

Come sempre è fondamentale leggere l’etichetta:

– Preferire i prodotti senza SALE e senza ZUCCHERO aggiunto.

– Preferire i prodotti in cui è indicato chiaramente il tipo di GRASSO usato (“olio vegetale” è un’indicazione generica che potrebbe anche riferirsi all’olio di palma e di cocco che contengono troppi grassi saturi).

– Fare attenzione alla quantità di prodotto per confezione. A seconda della marca la quantità per porzione varia, quindi è importante calcolare le quantità in grammi e non in vasetti.

– Fare attenzione alla quantità di amido o altre sostanze presenti. Un omogeneizzato il più delle volte contiene solo una parte dell’alimento indicato in etichetta. Ad esempio: un omogeneizzato di pollo contiene il 40% di carne di pollo, il resto è costituito da amidi, olio, acqua di cottura, sale (spesso mascherato sotto il nome di “cloruro di sodio”).

– Preferire i prodotti che non contengano aromi (anche se si tratta di aromi naturali).

Adriano Cattaneo, Anna Macaluso e Claudia Carletti

IRCCS pediatrico Burlo Garolfo, Trieste


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