Psicologa inglese: “Fai la mamma? Smetti di lavorare”

Carol Topolski, psicologa inglese, ha lavorato a contatto con famiglie difficili, e 15 anni di recupero di situazioni di disagio le hanno fatto comprendere come «Essere genitori è un compito sempre più complicato. E noi non sempre ne siamo all’altezza. Educare i figli diventa sempre di più difficile perché a un certo punto abbiamo perso le coordinate fondamentali, le griglie che fino a ora ci hanno sostenuto e indirizzato».

Nel suo ultimo libro – L’amore è un mostro, Bompiani – Carol racconta di una famiglia normale, all’apparenza perfetta, in cui una bimba di 2 anni viene lasciata morire in una gabbia costruitale dal padre. Una storia paradossale in cui, tuttavia, si vuole tracciare un profilo delle donne che vivono l’illusione del post-femminismo in un Occidente che propone un modello confuso di maternità.

Spiega Topolski: «In altre culture quello che succede nelle famiglie è molto più evidente e la comunità agisce come responsabile collettivo per i bambini. Per noi invece la famiglia resta un luogo privato. Il rispetto per l’autonomia resta sacro e guai a invaderla. È per questo che spesso le autorità sono restie a togliere i bambini ai genitori. Spesso i minori vengono lasciati nelle mani di genitori pedofili, creando e riproducendo una spirale. E il male sarà generazionale, trasmesso da padre in figlio, fino a quando qualcuno non deciderà di intervenire».

E aggiunge: «Oggi noi educhiamo i nostri figli con molta più elasticità, con maggiore libertà creando un concetto di autorità molto più fragile, che si può sfidare, distruggere. Complici anche l’anarchia che ha creato internet, l’accessibilità alle cose, il benessere. Io ho due figlie, e mi rendo conto che educare nel ventunesimo secolo non è per niente facile. E non solo: all’epoca dei miei genitori la società non aveva prodotto tante necessità per i teenager».

Nella società odierna madri e padri sembrano aver perso la loro indiscussa autorità nei confronti dei figli, preferendo assumere il ruolo di “amici”. Nulla di più sbagliato: i genitori devono rispettare il loro compito di educatori. Per l’amicizia c’è tempo per quando i bambini saranno diventati a loro volta genitori. Non prima.

In merito alla difficoltà delle madri “post-femministe” nell’accettare un ruolo vissuto come troppo pesante, Topolski dichiara: «La mia è stata la generazione che ha negato le differenze tra i sessi. Non bisogna confondere: i padri non possono improvvisarsi mamme, e sono le donne che con dei figli piccoli devono restare a casa. È inutile tergiversare, il lavoro full time deve essere una prerogative delle donne senza prole o con figli grandi».

Fonte: Il Giornale.it


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  • albertina

    cӏ una sola parola x commentare il pensiero di codesta donna: troglodita.

  • Gaia Morandi

    Sono perfettamente d”accordo con la giornalista, i figli vanno accuditi dalle madri, almeno i primi tre anni della loro vita. Se no che senso ha farli se poi si affidano a terzi? Nel Regno Unito lo hanno capito da tempo, molte madri abbandonano i figli fino a quando questi vanno a scuola (4 anni) perché non ha senso lavorare per pagare nido e babysitter e spesso fanno sacrifici e non vanno in vacanza per accudire i figli personalmente. Credo che ci sia molto da imparare.